ARTS&TECH: ACUTE ART VR

Arte e tecnologie. Un binomio vincente, e forse necessario, in una società in cui la possibilità di accedere a Internet è sostanzialmente universale e anche una pratica come la realtà virtuale, che pochi anni fa sembrava avveniristica, diventa mainstream. Grazie a una serie di avanzamenti tecnici, e soprattutto grazie al lancio sul mercato di piattaforme che rendono il suo utilizzo accessibile a tutti, la tecnologia della realtà virtuale sta vivendo un momento di grande vitalità. E il mondo dell’arte non può perdere l’opportunità. Gli spazi digitali dedicati all’arte sono sempre più diffusi online (Art Baby Gallery, The Wrong, Digital Museum of Digital Art, FLOAT), molti artisti sono impegnati da tempo nel campo della new media art, altri invece sono alla ricerca di nuove declinazioni per il loro lavoro.

È questo il caso di Acute Art Virtual Reality, “la prima piattaforma artistica VR che produce e diffonde l’arte contemporanea, all’avanguardia nella realtà virtuale e nella tecnologia interattiva”. Un’idea della start up inglese Acute Art che ha lo scopo di esplorare nuove modalità di fruizione dell’arte, per condividerle on line da ogni angolo del mondo. Per il lancio sono stati coinvolti tre nomi celebri: Marina Abramović, Jeff Koons e Olafur Eliasson. Gli artisti, sostenuti da un team di tecnici, hanno creato delle opere inedite utilizzando la realtà virtuale.

Rising, il lavoro della Abramović, tratta un problema davvero urgente, il cambiamento climatico. L’artista, come in tutte le sue performance, partecipa in prima persona ad una messinscena davvero forte, provocatoria, scioccante. Gli spettatori si trovano faccia a faccia con lei in un serbatoio di vetro che lentamente si riempie di acqua. Improvvisamente si sciolgono dei ghiacciai enormi e l’unico modo per sopravvivere è cercare di fermarli. Ogni scambio di energie “positive” con l’artista contribuisce ad abbassare il livello del liquido, qualsiasi esitazione o indifferenza contribuisce a peggiorare la sua situazione fino al suo completo annegamento. Un modo, quello di Marina, per spingere l’osservatore a un intervento immediato e responsabile nei confronti del reale.

L’opera di Eliasson è una ricerca dell’arcobaleno: un fenomeno naturale effimero generato attraverso una serie di processi digitali. Proprio come un arcobaleno reale ci appare solo quando la luce e l’occhio dello spettatore sono posizionati in una certa angolazione, anche l’arcobaleno virtuale sarà visibile solo quando il movimento di chi osserva raggiungerà un preciso punto di equilibrio tra le diverse variabili coinvolte nell’azione. La ricerca ha una dimensione collettiva, più persone possono collaborare alla costruzione dell’esperienza: per Eliasson l’aspetto sociale è cruciale ed emerge attraverso il riconoscimento della presenza degli altri, sperimentando l’impatto degli altri in uno spazio. All’artista sono sempre interessate le dinamiche con cui più persone co-producono la propria percezione della realtà e, in questo senso, la VR ha la potenzialità di diventare una piattaforma di sperimentazione, in cui il corpo è centrale e non può essere lasciato in disparte.

Phryne, il lavoro di Koons, è un inno all’armonia e alla bellezza universale, ispirato a Seated Ballerina, l’opera che ha animato la piazza antistante il Rockefeller Center di Manhattan. Il titolo si riferisce ad una nota cortigiana dell’antica Grecia, Frine, e si ispira dunque all’arte classica pastorale. Gli spettatori si troveranno in un giardino in cui incontreranno questa ballerina metallica che farà loro da guida nel mondo. È una riflessione sui temi di auto-affermazione e trascendenza nello spazio virtuale: “Ho usato la superficie metallica di Phryne – dice Koons – per portare l’affermazione di sé in VR. Puoi vedere il tuo riflesso sul corpo della ballerina come a testimoniare la tua presenza, la tua esistenza. Stimolare diverse percezioni di senso all’interno della realtà virtuale è un territorio nuovo e usare il VR come strumento per connettersi all’universale è una cosa meravigliosa”.

La piattaforma verrà lanciata ufficialmente in autunno. Questi lavori sono stati presentati in anteprima presso la Stockholm’s Brilliant Minds e l’obiettivo principale è quello di coinvolgere giovani artisti emergenti, per incoraggiare l’arte ad inserirsi nella nuova era online. Siamo di fronte a una transizione dell’arte?

In copertina: ALPSaustria visiting the Ars Electronica Center © Ars Electronica

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