CES 2018: HIGH TECH CHE CAMBIA LA VITA

Dal 9 al 12 gennaio le luci di Las Vegas si sono accese sulla 51esima edizione del CES 2018, il Consumer Electronic Show: la più grande fiera del mondo dedicata all’elettronica di consumo, che offre uno sguardo sul futuro dell’high tech che ci potrà cambiare la vita, quotidianamente.

La fiera non è stata solo il battesimo per gli ultimi gioiellini tecnologici tra smartphone e televisioni, ma ha visto come suo grande protagonista il mondo dell’automazione: dagli assistenti virtuali alla domotica, passando per le auto a guida autonoma, con un occhio puntato sulla sostenibilità, intesa come risparmio energetico e utilizzo di energie pulite.

Il tema della domotica smart connessa agli assistenti digitali è stato sicuramente dominante, con Google Assistant Alexa di Amazon a far da padroni, seguiti dal nuovo assistente Bixby presentato da Samsung. Non c’è stato elettrodomestico o gadget non collegabile a un’app per il controllo, e una maggioranza schiacciante vanta tra le proprie caratteristiche la compatibilità con Amazon Alexa o Google Assistant. Alcuni – curiosi – prodotti sono improntati sul risparmio energetico, caratteristica imprescindibile per una smart home che si rispetti: dalla mini lavastoviglie Heatworks Tetra, che non ha bisogno di collegamenti idraulici, lava con meno di due litri d’acqua e può essere utilizzata anche per cucinare, al rubinetto di Delta connesso con Alexa, fino al nuovo frigorifero intelligente Samsung che consiglia ricette basate sulle preferenze alimentari e sulle allergie in famiglia e, grazie alle telecamere integrate, permette di controllare gli ingredienti e con la nuova app Deals consente di risparmiare su generi alimentari a prezzi scontati, aggiungendoli alla lista della spesa. Immancabile anche il tema della home security: interessanti Dojo di Bullguard, un”ciottolo” che monitora costantemente la linea Wi-Fi e i device connessi, proteggendoli da accessi non autorizzati, e Vayyar, sensore 3D che percepisce la mappa della casa, la posizione di chi la occupa e l’arrivo di ospiti sfruttando le onde radio, riuscendo perciò a vedere oltre i muri monitorando accessi, spostamenti ed eventuali incidenti domestici.

Saldo pilastro del CES rimangono le auto connessealimentazione elettrica e sistemi di guida semi autonoma onnipresenti nei veicoli e nei concept mostrati dai costruttori, che si tratti di automobili per privati, di mezzi per il trasporto pubblico o di soluzioni intermedie. Toyota ha scelto proprio il CES per mostrare e-Palette Concept Vehicle, un mezzo a guida autonoma personalizzabile secondo le preferenze delle aziende che lo ordineranno; ad esempio eliminando i sedili per mettere al loro posto un piccolo forno e riscaldare le pizze di Pizza Hut, una delle compagnie che ha partecipato alla realizzazione del prototipo insieme a Uber e Amazon; l’accento sul lato business è ampliato poi dai display esterni di e-Palette, utili per mostrare informazioni sul percorso o per inserire messaggi pubblicitari. Lyft ha messo a disposizione una flotta di auto senza conducente (con un autista designato per prendere il controllo del veicolo in caso di emergenza) a collegamento tra le varie location del CES sparse per Las Vegas. Nissan ha presentato la tecnologia Brain-to-Vehicle (B2V), sistema innovativo che permette ai veicoli di interpretare i segnali emessi dal cervello umano e assistere il guidatore durante la marcia, riducendo così i tempi di reazione del conducente per veicoli auto adattivi che trasformano la guida in un’esperienza più piacevole. Non mancano le auto alimentate a energia pulita: Fisker, Corvette, Kia, Hyunday, sono solo alcune delle case produttrici che hanno presentato veicoli alimentati elettricamente o a idrogeno.

Rallenta, invece, la grande protagonista dell’edizione 2017 del CES, la realtà virtuale, che abbassa il tiro e si orienta verso la mixed reality, una realtà arricchita da elementi virtuali, soluzione più appetibile e più vicina al pubblico (e agli utilizzi) di massa. In particolare, la potenza a disposizione della scorsa generazione di processori ha fatto in modo che più produttori potessero concentrarsi sui cosiddetti visori standalone, ovvero che incorporano il display, i sensori per gestire il movimento dell’utente e la potenza di calcolo per generare le immagini. Da Lenovo Mirage Solo basato su piattaforma Google Daydream, al caschetto di Looxid in grado di percepire il movimento oculare e l’attività cerebrale, la “seconda generazione” di realtà virtuale si dimostra più matura e più comoda, sebbene abbia ancora bisogno di applicazioni che la rendano davvero irrinunciabile e giustifichino l’acquisto di un dispositivo VR.

In copertina: Aria © William Beem

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