WWF: MAI PIÙ CENTRALI A CARBONE

La notizia del sequestro della centrale a carbone di Vado Ligure fa mobilitare le associazioni ambientaliste italiane tra cui WWF Italia.
L’azienda proprietaria della centrale, che già in passato era finita sotto la lente d’ingrandimento delle associazioni ambientaliste, non avrebbe rispettato le prescrizioni dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) e gli standard fissati dalla normativa comunitaria in materia di IPPC, la direttiva che impone il rilascio di un’autorizzazione per tutte le attività industriali e agricole che presentano un notevole potenziale inquinante. Questa autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettate alcune condizioni ambientali, per far sì che le imprese stesse si facciano carico della prevenzione e della riduzione dell’inquinamento che possono causare.

L’accusa della Procura di Savona è che il mancato rispetto delle prescrizioni abbia causato non solo un disastro ambientale, ma anche la nascita e lo sviluppo di patologie respiratorie e cardiovascolari tra la popolazione della zona. Per quanto riguarda lo stabilimento, il sequestro avvenuto comporta lo spegnimento da parte della Tirreno Power dei gruppi carbone che potranno ripartire solo dopo aver ottemperato alle prescrizioni AIA.

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, commenta così la notizia del sequestro “le centrali a carbone sono antistoriche, comportano emissioni di anidride carbonica superiori a qualsiasi altro impianto, fanno male alla salute. Il nostro Paese ha una overcapacity di produzione di energia elettrica che le impone, non solo le permette, di cominciare a chiudere le centrali più inquinanti. Invitiamo dunque l’azienda a prendere atto che la centrale di Vado Ligure è indifendibile, e a non riaprire i gruppi a carbone. Questa è l’occasione per pensare alla riconversione dei posti di lavoro verso l’efficienza energetica e le rinnovabili: ci auguriamo che sindacati , regione Liguria, azienda, ci pensino seriamente. Intanto Vado Ligure non deve riaprire e i progetti di ampliamento dell’uso del carbone non devono partire”.

In copertina: Vado Ligure – Savona © Francesca

 

 

One thought on “WWF: MAI PIÙ CENTRALI A CARBONE

  1. Rinaldo Sorgenti 13 marzo 2014 at 5:19 pm - Reply

    Forse, l’incoscenza di chi affrma quelle cose, sfugge ai più.
    Insomma, l’Italia che è il Paese che ha il costo dell’elettricità più elevato in Europa tra i grandi Paesi sviluppati, dovrebbe retrocedere a Paese in via di sviluppo (ma senza speranze) e abbandonare qualsiasi attività produttiva manifatturiera che non si potesse alimentare con il Sole ed il Vento, quando questi ovviamente ci sono!

    Ma siamo o non mpiù in Europa ed è pensabile che il Carbone sia quel paventato demonio che dipiongono certi pseudo-ambientalisti aolo da noi che abbiamo peraltro impianti più efficienti della media degli altri Paesi d’Europa ?

    Ma se la produzione elettrica nelle centrali termoelettriche è diventato lo spauracchi da additare, cosa dire di tutti gli altri elementi che hanno emissioni notevolmente maggiori ed incisive della produzione elettrica negli impianti convenzionali, per i quali vi sono Direttive Comunitarie che prescrivono limiti emissivi e entità che sono preposte ai controlli in continuo? E che facciamo? Aumentiamo l’import di elettricità dai Paesi confinanti (già cronocamente pari a circa 1/6 dei nostri consumi !!!), tanto per fortuna noi abbiamo le Alpi che ci proteggono, come disse un Ministro dell’Ambiente alla TV ???

    Speriamo che quando si recupererà un pò di lucidità su questi argomenti, non sia davvero troppo tardi!

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