UN VERDE MONDIALE

Verde non è solo il colore principale della maglia indossata dalla nazione che quest’anno ospiterà i mondiali, ma è anche l’impronta che il Brasile ha deciso di lasciare a questo evento.
Si prevedono milioni di tonnellate di anidride carbonica immesse dal campionato FIFA dovute, per la maggior parte, agli spostamenti aerei, agli alberghi e alle strutture recettive.  La partita più importante per il Brasile, infatti, è quella di abbattere le emissioni di CO2 cercando di superare i “record” verdi dell’ultima coppa in Sud Africa (2010) e in Germania (2006). Per farlo ha puntato soprattutto sulla riqualificazione degli edifici in chiave ecologica.
Vediamo qualche esempio. 

Lo stadio Mineirão a Belo Horizonte ha subito una ristrutturazione che ha riguardato l’aspetto energetico della struttura: su un’area di montaggio di 2380 metri quadrati è stato installato un sistema fotovoltaico capace di fornire energia elettrica per 240 abitazioni ogni anno, evitando l’emissione di 2560 tonnellate di anidride carbonica. Sul tetto, un sistema di raccolta dell’acqua piovana permetterà di riutilizzarla per gli spogliatoi e per l’irrigazione del campo.
Lo stadio Nacional di Brasilia è fondato sulla neutralità carbonica, il riciclaggio e il completo accesso con i mezzi pubblici. I lavori daranno impulso allo sviluppo della zona orientale, una delle più svantaggiate. La struttura vanta un parco fotovoltaico con pannelli solari allineati lungo il perimetro del tetto dello stadio e gradinate fabbricate in loco, strutture per il recupero e il riutilizzo dell’acqua piovana e l’abbondanza di luce naturale, ottenuta tramite una membrana trasparente di copertura.
Anche al Castelao di Fortaleza i lavori hanno puntato al risparmio intelligente idrico. I materiali di costruzione sono tutti anti-inquinanti, dalle vernici ai materiali sigillanti ed è stato usato legno certificato. Il sistema di condizionamento interno è stato costruito per non emettere CFC dannosi per l’ozono.

E le altre nazioni stanno a guardare? Dimostrano esplicitamente una sensibilità verso l’ambiente anche Francia, Grecia, Portogallo, Usa, Australia, Corea del Sud, Croazia, Inghilterra e Olanda che, insieme al paese ospitante hanno deciso di indossare magliette realizzate ri-utilizzando fino a 13 bottiglie di plastica per ogni capo, prodotte con un nuovo tipo di poliestere che permette una riduzione del 30% dei consumi tradizionali.

Questo sono sono alcune delle “attenzioni” green: avendo aderito al Sustainable Strategy Project della FIFA, la strategia nazionale segue sette direttrici: edilizia sostenibile, gestione dei rifiuti organizzata, formazione volontari, iniziative sociali, attenzione alle emissioni di CO2, report di sostenibilità e un’attenzione al “dopo-mondiali”.

Nonostante stadi e progetti davvero unici, non sono mancate manifestazioni e proteste contro la cattiva gestione delle risorse economiche per i mondiali. La questione del dispendio di risorse dedicate a questi mondiali è calda e interessa tutti i paesi.
Sicuramente, sapere che il Maracanà di Rio, lo stadio più famoso del Brasile, ospiterà in tutto (solo) sette partite nel corso dei mondiali, porta a condividere le idee dei manifestanti che sostengono che i mondiali avrebbero sottratto soldi a questioni primarie.

A fronte di tutto questo impegno, si spera che questo evento, vetrina mondiale di ineguagliabile visibilità, possa realmente aumentare la coscienza ambientale e che i progetti realizzati facciano da catalizzatore per edifici e opere pubbliche sempre più sostenibili.

di Giulia Cattoni

In copertina: Estádio do Mineirão e Mineirinho © Jessica Aquino

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