TRE RAGAZZI E UNA SOCIETÀ AGRICOLA

Sono tre ragazzi, hanno meno di trentacinque anni, provengono da formazioni molto differenti e nel 2012, in piena crisi economica, fondano una nuova società agricola di orticoltura biologica sull’esperienza della società precedente, anch’essa di agricoltura biologica, che fu una delle prime aziende milanesi a proporre il biologico sul mercato, nel 1976.
Stiamo parlando della società agricola Corbari e dei suoi nuovi conduttori: hanno risposto diligentemente alle nostre domande, e sono delle risposte che, di questi tempi,  mettono la gioia addosso.

Chi siete?
Daniele: Il mio nome è Daniele Fedeli e faccio l’agricoltore presso l’azienda Corbari.
Silvio: Io sono Silvio Minconetti, ho quasi compiuto i trentatre anni di cui una parte l’ho passata lavorando nei campi. Non che non abbia fatto altro nella vita – di lavori ne ho fatti quasi tutti – ma da nove anni a questa parte non faccio altro…
Luigi: Lazzarini Luigi.

Qual è stato il vostro (ultimo) lavoro precedente?
Daniele: Lavoravo presso una cooperativa di servizi culturali che gestiva delle librerie e una piccola casa editrice.
Silvio: …vedi sopra!
Luigi: Co-gestivo l’azienda agricola di famiglia con i miei fratelli, Azienda agricola biologica con indirizzo orticolo-cerealitico-zootecnico.

Che formazione avete?
Daniele: Laurea in Filosofia.
Silvio:…vedi sotto!
Luigi: Agrotecnico ambientale.

Quanti anni avete e da dove venite?
Daniele: Ho 31 anni e sono nato e vivo a Cernusco sul Naviglio.
Silvio: Sono bergamasco, ma sono diventato agricoltore in Irlanda, quindi sono anche un po’ irlandese! Tutto è cominciato nel 2005 dopo il mio diploma in scienze politiche a Pavia, dove ho infine maturato l’idea di andarmene via dall’Italia e imparare almeno l’inglese. Invece tramite contatti preziosi sono approdato in una prima fattoria biologica sulla costa occidentale d’Irlanda. Chiamarla azienda agricola sarebbe troppo.
Luigi: Compio i 34 anni  quest’anno. Sono nato e cresciuto in un piccolo paese della bassa bergamasca. Da due anni mi son trasferito in periferia di Milano.

Quando avete deciso di cambiare? (Se avete deciso di cambiare)
Daniele: Due anni fa, quando persi il lavoro, feci una stagione intera presso l’azienda di Antonio Corbari[1] come operaio. Più che di decisione parlerei di vera e propria necessità.
Silvio: Tutto è iniziato da lì e dal contatto quotidiano con un altro mondo – quello agricolo – ed altri tempi e cicli biologici che segneranno gli anni a venire. Ho cambiato poi ancora destinazione due volte, ma sempre restando nell’ambito dell’agricoltura biologica che è sempre stata l’unica che ho seguito.
Luigi: Mai, sono nato e cresciuto in una azienda agricola..fare questo lavoro è stata una scelta molto naturale.

Perchè avete fatto questa scelta?
Daniele: Inizialmente il mio impegno lavorativo fu piuttosto casuale e mai avrei pensato che sarebbe diventato continuativo. Man mano che incominciava a prospettarsi l’idea di un lavoro stabile, affiancato da persone meravigliose, ho maturato la scelta di lanciarmi in questa avventura.
Silvio: Ho conosciuto Antonio Corbari anni fa grazie a sua figlia che vive a Galway e che è mia amica. Poi tra agricoltori ci si intende e ci si attrae per curiosità e siamo diventati amici davanti ad una pinta di birra. Il 2012 è stato il mio ultimo anno in Irlanda. A quel tempo Antonio mi propose di entrare a fare parte della società agricola di nuova gestione che si stava creando con altri ragazzi che ho conosciuto di lì a breve. Così ho conosciuto Luigi e Daniele e da lì ho deciso che il mio prossimo passo sarebbe stato di ritorno in Italia. Un po’ da salmone di questi tempi… Ad oggi siamo all’inizio del secondo anno e di cose ne sono successe e cambiate.
Luigi: Perché mi piace.

Cosa avete portato di nuovo all’azienda?
Daniele: Due braccia non abituate alla fatica!
Silvio: Prima di tutto sono orgoglioso di aver portato l’insalata “irlandese” ai nostri clienti che durante la stagione mite ne assaporano in quantità. E’ una misticanza di insalate a foglia di diverse varietà e colore che ne conferiscono un gusto e una bellezza unica.
Luigi: Una prospettiva di crescita nel tempo futuro.

Cos’è per voi l’agricoltura e perchè vi affascina e/o vi appartiene?
Daniele: L’agricoltura è un settore di produzione meraviglioso. Noi abbiamo l’opportunità di  seguire l’intero percorso del prodotto, dalla semina alla vendita, passando per il trapianto, la cura e il raccolto. Il riscontro del cliente e il confronto con gli altri produttori rappresentano gli aspetti più affascinanti! Condurre questi processi secondo il metodo biologico è ancora più gratificante.
Silvio: E questa è l’agricoltura! Cioè riuscire a valorizzare ogni prodotto che riesci a coltivare e raccogliere in ciascuna delle stagioni, nel rispetto della natura ed in sintonia con essa e i suoi cicli biologici. E con i suoi, anche i nostri cambiano, inseguendosi con le stagioni così come avviene nella vita. Si semina, si coltiva e si raccoglie. Poi si riposa e tutto ricomincia da capo. Il bello è che in agricoltura non si finisce mai di imparare e questo rende la vita del contadino sempre attiva.
Luigi: E’ il settore primario su cui la società si fonda, è l’unica cosa di cui la società non può farne a meno (anche se pochi se lo ricordano). Mi affascina il “collaborare” con qualcosa che non può essere curato e gestito dall’uomo direttamente.

Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato e che incontrate tutt’ora?
Daniele: Tutte quelle difficoltà comprese nella gestione di un’azienda già molto ben strutturata ma ugualmente onerosa ed difficile da organizzare in modo efficiente.
In questo momento abbiamo difficoltà anche a reperire nuovi terreni in affitto in prossimità dell’azienda, che ci permetterebbero di sviluppare e diversificare maggiormente la produzione.
Silvio: Ci sono anche i lati negativi. Come l’anno scorso quando la primavera non ha dato un attimo di respiro e di sole tra un diluvio e l’altro. Abbiamo perso l’intero primo raccolto primaverile e per una nuova società non è mai di grande aiuto. Ma per fortuna abbiamo una solida clientela che ci sta conoscendo e ci ha sostenuto anche con la sua fiducia.
Luigi: Per ora ci scontriamo con le tare dell’organizzazione precedente e con la presenza di strutture e macchinari non del tutto efficienti.

Siete felici?
Daniele: Lavorativamente parlando, non sono mai stato così felice! Lavoro in un ambiente ottimo, fatto di persone stupende e a contatto con clienti spesso curiosi e meravigliosamente riconoscenti. E poi ho due soci che sono diventati molto più di due colleghi di lavoro!
Silvio: Io credo che questa esperienza sia unica per me, ma non irripetibile. Nel 2013, nel mezzo di una grande crisi economica mondiale e particolarmente svantaggiante in Italia, tre ragazzi ci hanno creduto e si sono tirati su le maniche insieme ai nostri operai senza i quali non saremmo arrivati così a buon punto. E’ stato incredibile aver chiuso il primo anno praticamente in pareggio di bilancio, tenendo conto il costo del lavoro, le entrate mancanti per via dei ritardi nei pagamenti (cosa oramai abituale in questo Paese) che invece noi abbiamo sempre onorato puntualmente. Al giorno d’oggi è questione di dignità e questo mi rende ancor più felice di lavorare con Luigi e Daniele, avendo fatto insieme qualcosa di grande.
Luigi: Si, molto.

di Chiara Mazzocchi

In copertina: Il tempranillo della Toscana © Fabio Ingrosso

 


[1] Ex proprietario dell’azienda agricola biologica Antonio Corbari

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