SMART CITY: ARRIVA L’ECOQUARTIERE

Le Albere”. Questo il nome dell’ecoquartiere fiore all’occhiello dell’edilizia sostenibile firmato Renzo Piano. Un progetto urbanistico d’eccellenza grazie al quale è stato riqualificata l’area industriale Michelin di Trento trasformando un brownfields ossia un terreno industriale dismesso ed in gran parte cementato in un greenfields dove ambiente e qualità della vita sono le parole d’ordine.
Quello de “Le Albere” infatti non è solo un quartiere che strizza l’occhio all’ambiente ma è un vero e proprio progetto di smart city dove energia, mobilità, ambiente e stile di vita “intelligenti” sono le variabili chiave attorno a cui ruota il concetto urbanistico concepito e messo in pratica dall’architetto genovese.

Il quartiere, composto da circa 350 unità abitative ed inaugurato lo scorso 8 luglio, ha già ricevuto la certificazione CasaClima per l’eccellenza energetica del costruito. Oltre ad un punto di riferimento urbanistico con i suoi spazi abitativi, commerciali e culturali il nuovo quartiere rappresenta un polmone verde per la città con un parco pubblico di circa 5 ettari di superficie.
Le 18 palazzine costituenti il complesso sono realizzate mediante l’utilizzo di materiali ecocompatibili, con utilizzo prevalente di legno e vetro, curando inoltre nel dettaglio l’isolamento degli involucri degli edifici per garantire la minima dispersione di calore in inverno ed il miglior confort abitativo in estate.
Pannelli solari per la produzione di energia elettrica, utilizzo di sonde geotermiche per il funzionamento delle pompe di calore, e congruo recupero delle acque piovane completano il concetto ambientale a monte di questo progetto.

Oltre ai materiali utilizzati, alla produzione green di energia e alla minimizzazione dei consumi, particolarmente curata è la concezione della qualità della vita con cui si è progettato il complesso. Presenza di ampi spazi verdi (oltre al parco ogni unità abitativa sarà dotata di giardino privato o di piccolo loggiato) soluzioni costruttive con altezze massime di 4 piani per limitare l’impatto visivo sul paesaggio, automobili “nascoste” alla vista grazie ai posteggi sotterranei per residenti e visitatori (che potranno ospitare circa 2.000 veicoli) sono solo alcuni degli accorgimenti adottati per mettere la vivibilità del complesso al primo posto.
Interessanti sono anche le soluzioni di collegamento al centro cittadino, uno pensato per le auto e due collegamenti ciclo-pedonali che dimostrano nuovamente come la vivibilità venga messa al primo posto dai progettisti. Mobilità sostenibile e concezione delle sedi stradali come ambienti non solo ad appannaggio degli automobilisti, ma da vivere secondo un concetto di mobilità-collettività del tutto all’avanguardia.
Per capire lo spirito con cui è stato progettato questo eco quartiere uso le parole dello stesso Renzo Piano:
“Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie”.

di Fabio De Martino

Foto in copertina: Trento, Italy ©slack12

3 thoughts on “SMART CITY: ARRIVA L’ECOQUARTIERE

  1. Io rivedrei nell’articolo il concetto di “greenfield”: il LEED lo considera come un terreno vergine, per cui non è possibile ottenerlo in seguito ad una “trasformazione”..

  2. Nel primo capoverso dell’articolo lei cita BROWNFIELD e GREENFIELD in un modo che mi sembra un po’ improprio: non necessariamente un sito industriale è un brownfiled, perchè deve esistere la necessità di una bonifica per motivi oggettivi e/o per motivi soggettivi legati alla percezione del pubblico.
    Inoltre un sito antropizzato non può ritornare ad essere un greenfield perchè per definizione questo è definito come un sito che non è mai stato modificato radicalmente dall’uomo. Un sito agricolo può essere ancora considerato un greenfield.

  3. Fabio De Martino 26 agosto 2013 at 9:35 am - Reply Author

    Buongiorno,
    innanzi tutto ringrazio per la lettura dell’articolo e gli interessanti commenti. Parlando di greenfield e di brownfield legati all’oggetto dell’articolo ho ripreso le parole dello stesso Renzo Piano, rilasciate al Trentino, che riferendosi all’eco quartiere ha affermato: “Le Albere è un classico esempio di trasformazione dei brownfields, i terreni industriali dismessi, in greenfields, un terreno cementato che diventa in gran parte verde”.
    Il termine greenfield effettivamente indica un terreno non edificato in una città o area rurale, ossia un terreno vergine non contaminato da attività antropiche. Con questa concezione viene utilizzato anche negli strumenti urbanistici che regolano il patrimonio edilizio delle nostre città.
    L’utilizzo del termine in altre aree geografiche viene utilizzato anche per descrivere i brownfield che subiscono interventi atti a rendere le aree stesse ancora vantaggiose.

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