RIGHT2WATER: L’ACQUA É UN DIRITTO

Acqua pulita e di qualità per tutti. Chiedono questo all’UE i promotori della campagna “right2water”.
L’approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari rappresentano infatti servizi pubblici essenziali e per questa ragione devono essere garantiti alla popolazione.
Obiettivo della campagna è raccogliere un milione di firme in tutta Europa per sensibilizzare le Istituzioni europee nei confronti di questa tematica in particolare nel fissare obiettivi vincolanti per i Paesi dell’Unione affinchè assicurino alla popolazione l’accesso e la copertura del 100% dei servizi idrici e igienico-sanitari. Si chiedono quindi azioni concrete per raggiungere l’accesso universale a questo bene primario, anche oltre i confini dell’Unione dove milioni di persone ancora non beneficiano di questi servizi.

Gli obiettivi in sintesi.

  • Acqua come diritto umano. Si devono garantire acqua e servizi igienico-sanitari in tutta Europa.
  • Acqua come bene pubblico. In questa ottica si chiede all’Europa di uscire dalla logiche di mercato e di non liberalizzare i servizi idrici ma preferire un atteggiamento legato al servizio pubblico e basato sui diritti più che su logiche economiche.
  • Acqua per tutti. L’obiettivo è costruire una politica di sviluppo che permetta un accesso universale all’acqua.

Per realizzare questi obiettivi e sancire che “l’acqua non è una merce” è necessario uno sforzo collettivo. I promotori di “right2water” stilano una lista di azioni.
La tutela di questo bene dovrà prevalere sulle logiche commerciali e qualora alcuni servizi dovessero essere gestiti da società private queste dovranno garantire massima trasparenza sulle loro azioni e sul loro operato. Fondamentale sarà promuovere partenariati pubblico-privato e allo stesso tempo favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte di gestione sula base dei principi di solidarietà e sussidiarietà.
Allo stesso tempo occorrerà creare un programma di sostegno per le famiglie in difficoltà che faticano a pagare le utenze idriche per evitare disconnessioni delle reti, sancire che  la gestione delle risorse idriche dovrà essere pubblica e progettare un codice di autodisciplina per gli operatori delle società idriche che operano nei Paesi dell’Unione.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito di right2water.

In copertina: Sette note © Ferruccio Zanone

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