PROGETTO ITALIA

È di pochi giorni fa la notizia dell’accordo di collaborazione tra ENI e GSE, siglato alla presenza del Ministro per la Coesione territoriale De Vincenti, per analizzare gli impatti ambientali e socio-economici del Progetto Italia di ENI. Obiettivo: valorizzare il territorio italiano rilanciando l’occupazione e l’economia nel segno della sostenibilità ambientale a partire dal Mezzogiorno.
Il GSE si impegna a fornire il know-how acquisito nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica per effettuare l’analisi degli vantaggi ambientali e socio-economici del Progetto Italia, ed effettuerà la valutazione delle iniziative in termini di sostenibilità ambientale, inclusione sociale, sviluppo economico e governance. Il Memorandum sottoscritto ha durata pluriennale e prevede il costante monitoraggio del progetto da parte di un comitato, che ENI e GSE nomineranno a breve, che dovrà valutare ambiti di collaborazione su tematiche quali mobilità sostenibile, efficienza comportamentale e soluzioni tecnologiche per l’impiego di materiali riciclabili.

Grande apprezzamento da parte del Presidente del GSE Francesco Sperandini verso il Progetto Italia di ENI. Nella pratica, di cosa si tratta? Il Progetto di ENI prevede il recupero di aree industriali dismesse e poco interessanti dal punto di vista economico, dislocate in in 6 regioni (Liguria, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata), per trasformarle in poli produttori di energia da fonti rinnovabili. Saranno impiegati principalmente degli impianti fotovoltaici, ma l’azienda sta studiando anche l’utilizzo altre fonti quali il solare a concentrazione e l’eolico. Un occhio anche sulle installazioni di ENI a mare, per le quali si prospettano diversi scenari futuri: da un lato l’utilizzo come produttori di energia grazie all’eolico e all’energia del mare, dall’altro lato usi alternativi (o complementari?) quali piscicoltura, creazione di laboratori offshore per raccolta dati scientifici e monitoraggio ambientale.

Molti i vantaggi futuri, oltre alla preziosissima conversione energetica, prospettati da ENI con il Progetto Italia. In primis, il recupero dei siti dismessi, che rende nuovamente produttivi dei terreni altrimenti inutilizzati e degli impianti già esistenti, da ammodernare e implementare con nuovi progetti, come la valorizzazione di rifiuti e combustibili secondari per la produzione di energia. Inoltre, con la creazione di poli tecnologici a terra e a mare, ENI si impegna nella ricerca e nella sperimentazione, avviando dei veri e propri laboratori a cielo aperto per lo sviluppo di modelli energetici e di business del futuro. Non meno importante l’impatto sull’occupazione, sopratutto nel Meridione, dove si concentrano maggiormente i siti individuati.

“Il territorio italiano ha delle eccellenze che aspettano solo di essere attivate per innescare un circolo virtuoso che sappia coniugare fonti rinnovabili, efficienza energetica, agricoltura a chilometri zero, alimentazione biologica e di conseguenza inclusione sociale e posti di lavoro” (Francesco Sperandini)

 

In copertina: Black Rock Solar photovoltaic array at Food Bank of Northern Nevada © BlackRockSolar

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