NEANCHE GLI DEI

Uno dei libri più belli di Isaac Asimov, Neanche gli Dei, racconta di una società in cui il problema dell’approvvigionamento energetico è stato risolto grazie a uno scambio di materia con una realtà parallela.
Non essendo ancora in grado di comunicare con realtà parallele alla nostra, né tantomeno con immaginifiche civiltà più avanzate, possiamo affermare senza pericolo di smentite che abbiamo un problema di non facile soluzione da affrontare il più presto possibile.
Il mondo in cui viviamo, le tecnologie che usiamo, tutto ciò che facciamo rientrare sommariamente sotto la categoria “progresso” dipende dallo sfruttamento del petrolio. Ma il petrolio sta per esaurirsi.
Quale fonte energetica prenderà il suo posto?
La possibilità di avere a disposizione energia gratuita e illimitata è la sfida principale di questo millennio. Nella corsa al trono, i pretendenti sono molti: si va dal nucleare all’eolico, passando per fantascientifiche possibilità di cui sopra.
Qualsiasi sia la fonte energetica scelta, occorre un metodo in grado di valutare oggettivamente la convenienza da un punto di vista ambientale dello sfruttamento di quella fonte e delle tecnologie utilizzate per sfruttarla.
La ricerca si è indirizzata verso lo sfruttamento di formule prese in prestito dall’economia classica e basate su un parametro chiamato bilancio energetico.
Il bilancio energetico permette di giudicare con obiettività, ad esempio, anche la convenienza dello sfruttamento di energie alternative o rinnovabili, svincolandole da valutazioni basate solo sul ritorno di capitale economico che esse producono.
Infatti, il meccanismo degli incentivi risulta un’arma a doppio taglio: da un lato garantisce lo sviluppo di tecnologie schiacciate dallo strapotere del petrolio, dall’altro però finisce per mascherare o addirittura falsare il reale valore delle tecnologie adoperate gonfiando i conti in banca di quanti vedono l’ambiente solo come un business.
Per correggere queste distorsioni sono stati introdotti indici basati sulla produzione e il consumo di energia.I due indici fondamentali sono l’LCA (Life Cycle Assessment, Valutazione del Ciclo di Vita) e l’EROEI (Energy Return On Energy Investment, Ritorno Energetico sull’Investimento Energetico).
L’EROEI si basa sul concetto di ritorno d’investimento.
In pratica, si calcola, in base al costo iniziale, il tempo necessario per recuperare la somma spesa inizialmente. Questo consente di valutare il momento in cui, pagate tutte le spese, si percepisce un vantaggio economico da un qualsivoglia investimento.
Il concetto è risultato valido anche sostituendo l’energia al denaro.
L’indice di sostenibilità EROEI è, dunque, definibile come il rapporto tra la sommatoria delle energie che un impianto produrrà durante il suo esercizio (Energia Ricavata) e la sommatoria delle quantità di energie necessarie per costruire, far funzionare e poi smantellare l’impianto (Energia Investita o Consumata).
Se il risultato di questo rapporto è maggiore di uno significa che la fonte energetica che si sta valutando produce più energia di quella che consuma per essere prodotta. Se è negativo, l’investimento energetico fatto non è giustificato.
In Tabella (Bardi, 2005) sono indicati valori di EROEI calcolati per alcune fonti energetiche, con diverse metodologie.

Tecnologia

EROEI (Elliot)

EROEI (Hore et Lacy)

EROEI (Altri)

Grande idroelettrico

50- 250

50-200

Mini idroelettrico

30-270

Petrolio

50-100 in passato

5-15 stato attuale

Eolico

5-80

20

Nucleare

5-100

10-60

<1

Fotovoltaico a film sottile

25-80

Fotovoltaico (silicio)

3-9

4-9

<1

Carbone

2-7

7-17

Gas naturale

5-6

Biomassa

3-5

5-27

Etanolo

0.6-1.2

Sabbie bituminose

<1

Applicazioni molto interessanti di quest’analisi hanno mostrato che l’EROEI del petrolio è stato sorprendentemente positivo fin quando questa fonte è stata facilmente estraibile, per poi diventare negativo quando gli investimenti energetici per ricerca ed estrazione sono diventati imponenti.
Tra le energie alternative, sorprende la bocciatura del bioetanolo, a causa dell’elevato investimento energetico necessario per la sua produzione.
Risultato positivo, invece,  per l’energia solare (Rydh e Björn, 2005): l’EROEI della tecnologia fotovoltaica raggiungere valori molto superiori all’unità considerando pannelli in silicio di ultima generazione. In pratica, un pannello fotovoltaico di ultima generazione può produrre nel corso della sua vita utile addirittura una quantità di energia 9-10 volte superiore a quella che è stata necessaria per produrlo.
Di certo anche l’EROEI può presentare dei limiti, causati essenzialmente dalla qualità dei dati, talora scarsa. Ma, anche nei casi peggiori, riesce lo stesso a fornire indicazioni interessanti e utili per decidere se la fonte energetica scelta sia valida o meno.
L’EROEI, strumento con cui valutare diverse tecnologie, rappresenta un tentativo di sottrarre al profitto pecuniario la possibilità di decidere del futuro dell’energia, perché, come Asimov ci ammonisce in apertura del suo libro, parafrasando il filosofo tedesco Schiller: “Contro la stupidità neanche gli Dei possono nulla”.

di Giuseppe Sperduto

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