MATERIALI SOSTENIBILI: LA RISCOPERTA DELLA TERRA CRUDA

Dopo esserci occupati del bambù quale materiale da costruzione economico ed eco – friendly andiamo ora alla (ri)scoperta di un altro materiale che strizza l’occhio all’ambiente: la terra cruda.
La terra cruda, in quanto materiale naturale e di facile accessibilità, è stato sempre utilizzato dall’uomo nel mondo delle costruzioni. L’impiego di questo materiale (si tratta essenzialmente di argilla lavorata ed essiccata, impiegata secondo diverse tecniche costruttive) è in aumento anche nei paesi industrializzati grazie ad una serie di fattori: facile accessibilità della materia prima, semplicità della lavorazione, facilità di posa in opera, compatibilità ambientale (possibilità di recupero a fine vita, non tossicità della materia prima e delle sue lavorazione) e grande potere termoisolante del materiale.
Attualmente, circa il 40% della popolazione mondiale vive in abitazioni fatte di terra cruda*e si pensa che questa percentuale sia destinata ad aumentare nel prossimo futuro. Interessante è anche il dato che mostra come circa il 60% delle costruzioni in terra cruda si trovi in zone a sismicità medio – alta.
Ritroviamo in tutto il mondo costruzioni di questo tipo, dalle abitazioni in Africa ai monumenti in Asia, passando per le grandi costruzioni templari dell’area mesopotamica agli esempi di costruzione in Europa (Germania, Italia e Francia sono solo alcune realtà europee in cui si possono ritrovare edificazioni in terra cruda).
Vale sicuramente la pena, pensando alle costruzioni in terra, citare gli esempi della Moschea del venerdì di Djenné in Mali (inserita nel patrimonio dell’umanità Unesco) o della città di Shibam in Yemen, con i suo “grattacieli di terra”, ma anche parlare dei Làdiri di Serramanna in Sardegna, che dimostrano come questo sistema sia applicabile (e applicato) non solo in Africa o in Medio Oriente ma anche alle nostra latitudini. Anche nel nostro paese quindi non mancano esempi di costruzioni in terra cruda. Oltre ai Làdiri sardi, abbiamo agglomerati nelle Marche e in Abruzzo e può capitare, girando per le campagne del Monferrato, di imbattersi in qualche costruzione rurale realizzata interamente in terra o in qualche vecchio cascinale che presenta un intonaco che non è nient’altro che argilla.
Le tecniche costruttive partono tutte dalla materia prima che deve essere opportunamente essiccata ed impastata. Le modalità di posa in opera e la composizione dell’impasto (aggiunta di paglia, sabbia, differenti percentuali di acqua, presenza di strutture in legno etc.) portano alle tecniche più conosciute tra cui il Bauge (usato soprattutto per strutture portanti), il Pisè (o tecnica della terra battuta), il Torchis (un impasto di terra e paglia da applicare su una struttura lignea) e la tecnica del mattone crudo; tutte da applicare e scegliere in funzione delle esigenze costruttive e della disponibilità di materia prima (soprattutto in passato nelle aree geografiche caratterizzate da scarsità di legno veniva applicata la tecnica del mattone crudo arrivando a realizzare abitazioni interamente in terra. In Europa invece è più diffusa la tecnica del Torchis, con realizzazione di un telaio in legno e posa della terra cruda a riempimento dell’intelaiatura).
Questo tipo di costruzione ai giorni nostri diventa interessante dal momento che l’argilla è un materiale naturale e di facile reperimento, non tossico e di facile lavorazione che ben coniuga il rispetto dell’ambiente con le esigenze del vivere e dell’abitare. Ovviamente l’applicazione di questi metodi costruttivi va commisurata alle esigenze ingegneristiche (durabilità, resistenza a determinate sollecitazioni etc. etc.), che se valutate correttamente permettono di giungere ad un risultato costruttivo più che accettabile.
Oggi l’aspetto ambientale, legato al risparmio energetico, è sempre più importante nel mondo dell’edilizia e della costruzione in generale. In questo senso è stato dimostrato come un mattone in terra cruda consenta un risparmio energetico del 85% – 90% rispetto ad uno stesso mattone in terra cotta, agendo benevolmente sul microclima interno agli edifici. L’approfondimento e la riscoperta di queste tecniche e di questi materiali potrebbe diventare (in futuro) una vera e propria necessità. Per ora rappresentano una risorsa interessante che vale sicuramente la pena approfondire e tenere in considerazione.

di Fabio De Martino

*Maurizio Corrado, La terra promessa: costruire in terra cruda
Photo Credit:  © http://is.gd/o1Nyg5

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