MARCHI DOP. QUALITÀ IN TAVOLA

Bianca, morbida, appetitosa: la Mozzarella di Bufala è uno dei prodotti più apprezzati dai golosi di tutto il mondo. Attualmente però è in “pericolo di estinzione”, poiché la legge 205 del 2008 firmata dall’ex Ministro Zaia, stabilisce che il formaggio, per ottenere il marchio DOP, debba essere prodotto in uno stabilimento dedicato e proprio recentemente è stato approvato il decreto di attuazione (gazzetta ufficiale del 21 marzo 2013). Al momento invece, gran parte dei caseifici affianca alla produzione certificata anche altre produzioni casearie senza il marchio. Ma facciamo un passo indietro.
Che cos’è un prodotto a marchio DOP? Il riferimento principale ai marchi ad indicazione geografica è il Reg. CE 510/06 (1) che stabilisce un legame tra prodotti agroalimentari di qualità e luogo di origine e classifica i prodotti agroalimentari a marchio geografico in prodotti a Denominazione di Origine Protetta, Indicazione Geografica Protetta e Specialità Tradizionale Garantita in scala decrescente di restrittività del marchio. Ogni prodotto a marchio deve rispettare un proprio disciplinare di produzione che ne garantisce la qualità sulla base di caratteristiche stabilite da questo.
Lo strumento legislativo del marchio geografico di origine del prodotto serve a riconoscerne l’unicità e la specificità valorizzandone e tutelandone i metodi di produzione e la provenienza anche al fine di permettere il mantenimento di tradizioni e cultura. Allo stesso tempo, offre al consumatore la possibilità di beneficiare di prodotti la cui qualità e tracciabilità delle produzioni sono garantite dalla legge e dal marchio stesso.
Nel contesto europeo, attualmente sono 1137 i prodotti a denominazione di origine (2), tra DOP (556), IGP (543) e STG (38) (3). L’Italia conta 248 prodotti certificati a marchio di origine ed è seguita da Francia, con 192 e Spagna con 160. Nel corso del 2012 l’Italia ha ottenuto 9 nuove registrazioni, 5 DOP e 4 IGP, confermandosi al primo posto, anche se uno degli elementi più interessanti dell’anno scorso è stato l’interesse dimostrato dai paesi dell’Europa Centro Orientale per le denominazioni di origine, con la Slovenia in primo piano che ha ottenuto 7 nuove denominazioni, seguita da Ungheria (3), Repubblica Ceca (1), Polonia e Lituania (1) (4). In Italia dal 2004 al 2011 vi è stato un aumento sia del numero di riconoscimenti di qualità con 93 prodotti, +63%, sia dei produttori e delle strutture produttive, rispettivamente +46% e +64%, a cui corrisponde un aumento di 38.274 ettari in produzione (+34%) (5).
Quindi il comparto dei prodotti agroalimentari a marchio sembra godere di buona salute anche se occorre tenere presente che siamo di fronte ad un insieme non omogeneo di certificazioni, in quanto se si valutano i dati del fatturato alla produzione si vede come a dispetto del numero di IG complessivamente registrate il fatturato sia concentrato in pochi prodotti. Infatti a fronte di 248 prodotti DOP e IGP italiani, i soli Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e di San Daniele e la Mozzarella di Bufala Campana DOP si aggiudicano quasi il 70% del totale delle prime venti denominazioni in termini di fatturato alla produzione  (6).
Questo significa innanzitutto che le differenze in termini di giro d’affari tra le denominazioni sono notevoli e che la Mozzarella di Bufala Campana DOP rappresenta una delle denominazioni più performanti dal punto di vista economico della nazione. La legge 205/2008 rischia di mettere in seria difficoltà i caseifici produttori poichè nonostante sia stata proposta in buona fede per permettere un maggior controllo della qualità del prodotto, tuttavia sembra al momento difficile la soluzione prospettata dalla norma stessa, come dichiara il Consorzio: “a queste condizioni, il rischio concreto è l’abbandono della DOP” (7).
Insomma, nel commentare la notizia l’europarlamentare Paolo De Castro chiosa: ”In Italia siamo specialisti ad impiccarci da soli” (8). 
Nel frattempo, il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP ha promosso una petizione on-line per salvare la DOP, al sito http://www.mozzarelladop.it/.

di Chiara Mazzocchi

In copertina: mozzarella di bufala,  © http://is.gd/VgxxRh

Note:

Reg. 10/06 del Consiglio relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari

Dato aggiornato al 31/12/2012.

10° Rapporto Qualivita Ismea sulle produzioni italiane agroalimentari DOP, IGP e STG, http://is.gd/GjjLdR

10° Rapporto Qualivita Ismea sulle produzioni italiane agroalimentari DOP, IGP e STG, http://is.gd/GjjLdR

5 Elaborazioni Ismea su dati degli Organismi di Controllo, rete di rilevazione Ismea-Consorzi di tutela, www.ismea.it

6 Elaborazioni Ismea su dati degli Organismi di Controllo, rete di rilevazione Ismea-Consorzi di tutela, www.ismea.it

Tratto da “Il Mattino” 11/04/2013, intervista di LucianoPignataro

Tratto da “Il Mattino” 11/04/2013, intervista di LucianoPignataro

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