L’ORTO A CASA TUA

Semina, coltiva e raccogli. Divertiti a creare il tuo orto in pochi e semplici passi!
Se state pensando che questa è una pubblicità di Farmiville, il famoso gioco di Facebook, vi state sbagliando. Stiamo parlando di Grow the Planet, una “social network application” che ci insegna a realizzare (realmente) il nostro orto personale.
Il sito fornisce tutti i consigli utili, le idee e gli aiuti necessari per iniziare e portare avanti la propria attività. I coltivatori poi possono scambiarsi informazioni, attrezzi e gli ortaggi in esubero creando una vera e propria rete di collaborazione. Gianni Gaggiani, l’ideatore di Grow the Planet, ci racconta meglio come funziona.

Come è nata questa idea?
L’idea nasce dalla mia esperienza di blogger sul sito da me ideato Florablog dove ho dato libero sfogo alla mia passione per le piante e per il regno vegetale in generale e dove ho sviluppato i primi concetti di Grow the Planet. Quello dell’orto è un argomento principe del blog e misurandomi con i lettori è venuta fuori una serie di esigenze alla quale ho pensato di dare una risposta con Grow the Planet. Sono tanti infatti, soprattutto i giovani, quelli che vorrebbero coltivare un orto ma non sanno bene da dove iniziare e per colmare il gap ho creato uno spazio che trattasse l’argomento dalla a alla z e che fornisse strumenti facili e innovativi per gestire l’attività.

Come funziona?
Grow the Planet è una “social network application” dedicata prevalentemente ai coltivatori dell’orto e ha come obiettivo quello di accompagnarli dalla semina alla raccolta e oltre, se si pensa anche allo scambio. Le sezioni principali del sito sono essenzialmente 4; la prima è in pratica la home page dove gli utenti svolgono la loro attività social misurandosi in primis con una comunità circoscritta a un raggio di chilometri limitato (approccio che ci aiuta a veicolare il sano concetto di Km 0 anche nel mondo dei social network) ma che può essere ovviamente ampliato (siamo forse l’esempio più concreto dell’idea del “Glocal”) e all’interno della quale si possono svolgere tutte le funzioni sociali come consigli, domande, richieste d’aiuto ecc.; procedendo in ordine abbiamo poi Impara dove l’utente può trovare informazioni, guide, lezioni, video e quant’altro lo aiuti nella realizzazione del proprio orto, a prescindere dal suo livello di competenza, del tempo a disposizione e del luogo dove coltivare; molto importante è per noi infatti il coltivatore urbano perché vogliamo dimostrare che anche in un semplice terrazzo è possibile coltivare con successo i propri ortaggi. Terza sezione del sito, forse il cuore stesso di Grow the Planet, è Coltiva. Qui possiamo progettare tutti gli aspetti del nostro orto tramite alcuni strumenti di disegno che vogliamo il più semplici possibile e gestire passo dopo passo le coltivazioni che andremo a mettere a dimora nel corso delle stagioni; l’algoritmo del sistema ci suggerisce quali ortaggi coltivare in base alla stagionalità e alla nostra zona di coltivazione e un diario dinamico informa ogni giorno le operazioni e i consigli da mettere in atto per ottenere il massimo dalle nostre piante; da qui infine possiamo annotare i nostri progressi e i nostri raccolti. Ultima parte (per ora…) del sito è quella denominata Scambia all’interno della quale è possibile scambiare semi, piante, attrezzi, e ortaggi con il resto della comunità ma anche terreno e forza lavoro grazie a dei meccanismi peer to peer che andremo progressivamente ad implementare.

La somiglianza a Farmville  è evidente. In cosa si differenzia però Grow The Planet?
È vero, ci hanno definiti “il Farmville della vita reale” e ci sono alcuni punti in comune con il celebre gioco presente su Facebook ma una differenza sostanziale con Farmville c’è: la nostra è un’esperienza vera e non un gioco fine a sé stesso perché attraverso una tecnologia finalmente “concreta”, che ha cioè una sua applicazione nella vita reale e non rimane nel solo ambito virtuale, i nostri utenti possono potenziare un’attività reale come quella dell’orto e trasformare la produzione dei propri ortaggi in una pratica semplice, facile, divertente e alla portata di tutti con la quale costruire anche una rete sociale interagendo e scambiando esperienze e idee.

Chi vi può partecipare?
Vogliamo che la buona pratica della coltivazione dell’orto divenga un’abitudine il più possibile diffusa tra la gente e per questo Grow the Planet è adatto a ogni tipo di utente, sia quello alle prime armi sia quello avanzato che coltiva cioè da tempo il proprio orto. Del resto partiamo dal presupposto che produrre ortaggi in proprio abbia una serie di indubbi vantaggi: è sano perché sappiamo cosa mangiamo, è buono perché la qualità degli ortaggi dell’orto è indubbiamente superiore a quelli del supermercato, è economico perché si risparmiano un sacco di soldi (e con questa crisi non guasta di certo!), è ecosostenibile perché non facciamo compiere migliaia di km al cibo ma lo abbiamo sotto casa e in più portare in tavola qualcosa prodotto con le proprie mani dà una soddisfazione difficile da descrivere, provate per credere!

Gianni Gaggiani

Abbiamo letto sul sito che vi è anche la possibilità di scambio. Come avviene e cosa ci si può scambiare?
Quella dello scambio è la prima intuizione che mi ha portato a concepire Grow the Planet. Chi ha un orto o un parente o un amico che lo coltiva sa benissimo che, nel picco di produzione, spesso un ortaggio è disponibile in abbondanza per la propria famiglia, per i parenti, per gli amici e per gli amici degli amici… Così mi sono chiesto: perché non organizzare un sistema di scambio di ortaggi tra i membri di una comunità? questo concetto poi lo abbiamo esteso anche a semi, piante, attrezzi, ortaggi, terreni e forza lavoro che verranno introdotti via via che Grow the Planet evolve. Per quanto riguarda lo scambio di semi, piante e ortaggi il meccanismo è semplice: gli utenti mettono un annuncio sul sito (visibile anche su una mappa) e quando ricevono una proposta di scambio trattano con chi si è proposto mettendosi d’accordo sulle quantità; in più abbiamo introdotto una terza figura, il trasportatore, che ci sembra utile a mettere in contatto chi scambia rispettando al contempo l’ambiente: pensiamo infatti a tutti coloro che per lavoro, per studio o altro compiono quotidianamente un determinato tragitto e possono fare da vettore tra due utenti che scambiano sfruttando un trasporto già in essere e risparmiando così inquinamento al pianeta; i trasportatori registrano sul sito i loro itinerari e, per il loro disturbo, trattengono una percentuale dei prodotti scambiati; noi proponiamo un 20% di partenza ma anche qui lasciamo piena libertà alla trattativa tra le parti.

Quali saranno i vostri prossimi passi?
Grow the Planet è stato invitato a partecipare al Tech Crunch Disrupt (il maggiore evento dedicato alle startup del pianeta) che si è tenuto a San Francisco dal 12 al 14 settembre e la cosa, oltre a farci estremo piacere, a confermarci la bontà del progetto e a darci molta visibilità, ci ha costretti ad anticipare un po’ i nostri tempi e a uscire con una versione beta; il sito è tutt’ora in questa fase ma contiamo di renderlo pienamente operativo entro la fine di gennaio, in tempo per l’inizio della fase più intensa della stagione orticola e per dare così ai nostri utenti tutti gli strumenti per rendere la loro esperienza con l’orto il più possibile semplice e divertente. La nostra road map non si esaurisce certo qui ed è anzi molto ricca di novità e features che andremo via via ad implementare, non posso anticipare molto se non che Grow the Planet ha come obiettivo quello di diventare non solo il social network e il management tool di riferimento per gli orti, ma soprattutto una guida incentrata sulle tematiche green molto ricca e completa e che toccherà diverse tipologie di contenuti con l’obiettivo primario di cambiare le abitudini dei propri utenti e di diventare il punto di riferimento mondiale per la corrente ambientalista e per le istanze di ecosostenibilità che stanno riscuotendo un crescente interesse a livello globale. Seguiteci!

di Matteo Arnaboldi

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