L’ATTUALITÀ DEL CONSUMO DI SUOLO

Circa un anno fa avevamo iniziato a ragionare sul consumo di suolo, un termine ad oggi molto diffuso grazie soprattutto alla portata politica che questo tema ha assunto ultimamente nelle agende dei partiti, e del governo. Purtroppo, a livello di opinione pubblica, non se ne parla a sufficienza: il fatto che sia diventata un’emergenza è sotto gli occhi di tutti, in molti se ne rendono conto, ma si dà priorità ad altri temi che, in tempi di crisi come questi, sono altrettanto importanti. Però vorrei sottolineare come questo problema oggi sia diventato un’emergenza, tale e quale alle altre cosiddette tali, principalmente sociali ed economiche, che l’opinione pubblica tratta con maggiore attenzione e solerzia.

Il 13 dicembre 2013 è stato approvato il Disegno di Legge “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato” dal Consiglio dei Ministri, tra cui fa capolino l’articolo che prevede il blocco dell’espansione edilizia finchè non verrà fissata con decreto interministeriale “la riduzione in termini quantitativi del consumo di suolo”, finalizzata ad arrivare al consumo “zero” al 2050. La Commissione Europea stessa aveva fissato questo obiettivo nella sua “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” [1], e il governo ha tentato di accogliere questo desiderata, perché finora di questo si tratta. Infatti l’Italia non dispone ancora di un sistema informativo adeguato a fornire misurazioni con cadenza regolare degli usi del suolo [2] a scala nazionale, per cui anche dal punto di vista della quantificazione del consumo, della valutazione e dunque dell’analisi del problema, c’è ancora molto da fare. Tuttavia ISTAT e ISPRA [3] hanno pubblicato un primo quadro della situazione italiana sostenendo che «(…) il consumo di suolo in Italia è cresciuto ad una media di 8 mq al secondo e la serie storica dimostra che si tratta di un processo che dal 1956 non conosce battute d’arresto. Si è passati dal 2,8% del 1956 al 6,9% del 2010, con un incremento di 4 punti percentuali. In altre parole, sono stati consumati, in media, più di 7 mq al secondo per oltre 50 anni ». E ancora «(…) Il fenomeno è stato più rapido negli anni ’90, periodo in cui si sono sfiorati i 10 mq al secondo, ma il ritmo degli ultimi 5 anni si conferma sempre accelerato, con una velocità superiore agli 8 mq al secondo» [4].

Per un’immagine più locale, anche se di ampia portata, che possa farci rendere conto dei termini reali del problema, possiamo pensare alle nuove infrastrutture lombarde, i cui cantieri sono già quasi tutti aperti. In occasione della giornata mondiale 2013 sul suolo del 5 dicembre scorso, il Centro di Ricerca sul Consumo di Suolo ha pubblicato una nota tecnica [5] sul consumo di suolo per effetto delle nuove infrastrutture lombarde, secondo il quale, il territorio lombardo che sarà interessato dalle nuove infrastrutture sarà complessivamente di 1600 ettari (1 ettaro= 10.000 mq). Le infrastrutture di nuova costruzione sono il sistema Viabilistico Pedemontano, il sistema della Tangenziale Est Esterna Milanese, il collegamento autostradale Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi), la Strada Statale 33. Considerando esclusivamente la perdita di superficie agricola stimata si arriva a 1.105 ettari che verranno coinvolti nella realizzazione di queste infrastrutture, perdendo per sempre la loro funzione agricola, dunque produttivo-economica, ambientale e sociale.
Se da un lato il tema del consumo di suolo è entrato finalmente nell’agenda politica italiana, nonostante le numerose critiche circa l’efficacia del DdL approvato e la sua reale applicabilità, il ruolo di presidio e gestione del territorio dell’attività agricola è ancora poco dibattuto e compreso.

di Chiara Mazzocchi

In copertina: Moronera woods – Destroying forest © Maurizio Pucci


Note: 

[1] UE, COM (2011) 571

[2] Arcidiacono, Oliva, Salata. Misure, politiche e proposte legislative. Priorità per governare il consumo di suolo.
Il progetto sostenibile 33.

[3] Comunicato Stampa Ispra – L’Italia perde terreno, consumati 8 mq al secondo di suolo.

[4] Si veda “Se otto metri al secondo vi sembran pochi”, di Alcalini e Ziparo, disponibile su www.eddyburg.it

[5] Disponibile su http://www.consumosuolo.org/Images/Pubblicazioni/CRCS_infrastrutture.pdf

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