DEMOFIELD: L’AGRICOLTURA INCONTRA IL FUTURO

L’allarme giunge all’unisono: non è più possibile continuare a coltivare con i metodi tradizionali. Nei prossimi anni la disponibilità di acqua per le irrigazioni si ridurrà drasticamente mentre il fabbisogno di cibo aumenterà in modo diretto con la crescita della popolazione. C’è bisogno di maggiore efficienza per riuscire a sfamare tutto il pianeta.
Dall’urgente necessità di trovare una soluzione è nato “Demo Field: Agriculture of Tomorrow”, una stazione agricola dimostrativa grande poco più di un ettaro la cui superficie si sopraeleva formando una collinetta artificiale, per poi continuare con un frutteto e una serra. Il campo è stato inaugurato l’11 maggio 2015 al Parco Tecnologico Padano di Lodi con lo scopo di riprodurre in una porzione della pianura padana le situazioni di scarsità di risorse con cui si confrontano quotidianamente i produttori di tutto il mondo e quindi testare l’efficacia dei nuovi strumenti.
Si avverte inoltre la necessità di divulgare le informazioni riguardo le soluzioni innovative nel campo agricolo che sono indispensabili, allertano gli esperti, per assicurarci una gestione razionale delle risorse non infinite dell’ambiente e permetterci di coltivare una quantità sufficiente di cibo nei prossimi anni.  Coltivare di più con meno, è il mantra e motto del progetto.
Durante la mattinata, dopo la presentazione del progetto e le parole dei partner, è stata presentata una selezione di alcune varietà di piante resistenti a condizioni ambientali poco favorevoli, la tecnica della irrigazione a goccia e della coltivazione di ortofrutta fuori suolo.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Francesco Loreto, Direttore del Dipartimento di Scienze BioAgroalimentari, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Gian Attilio Sacchi, Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano entrambi presenti durante l’evento di inaugurazione.

In che modo quest trend verso l’agricoltura “smart” continuerà nei prossimi anni?
Francesco Loreto: È un’esigenza, è una moda ed è anche un trend. Ma bisogna far si che da moda diventi sempre di più un’esigenza, quale è, soprattutto nelle Mega City. Si va sempre di più verso le città grosse, aree che sono un sistema integrato tra campagna, città e industria. Da qui parte l’esigenza di costruire aree verdi, foreste urbane e orti urbani.

Si tratta di costruire o ri-attrezzare?
Francesco Loreto: È una vera e propria costruzione. A Roma si parla da parecchio tempo di abolire la tangenziale est e trasformarla in un corridoio verde, come è già stato fatto a Berlino. Si parla di organizzare dal punto di vista architettonico e ingegneristico una serie di corridoi o aree o parchi attrezzati in maniera tale da rendere più vivibili le città e cominciare a utilizzare gli spazi verdi per usi che non sono solo ricreativi ma anche alimentari.

Qual è il prossimo passo da compiere?
Francesco Loreto: Fino ad adesso c’era stato molto terrorismo sulla agricoltura in città e gli orti urbani. Bisogna far capire che in realtà non c’è molta differenza nel mangiare i frutti in campagna o in città. L’inquinamento del suolo, dell’acqua e delle aria: questi tre fenomeni potevano far si che le aree urbane non si prestassero ad essere adatte per una buona coltivazione. Ma le cose, in realtà, non stanno così: da parecchi studi sembrerebbe che la qualità del cibo coltivato in città sia uguale se non migliore che in altre parti dove, ad esempio, si fa un uso massiccio di parassitari che in città non sono consentiti. Ovviamente l’agricoltura in città deve essere davvero diversa, biologica, organica.

Che ruolo avrà la tecnologia nell’agricoltura di domani?
Gian Attilio Sacchi: Chi per ora si dedica a questo tipo di attività ha un background culturale che tende a guardare con diffidenza verso tutto quello che è tecnologico. La sfida è esattamente questa. Far capire che è necessario mettere insieme le esigenze e far capire che la tecnologia utilizzata in modo corretto non è sicuramente un nemico della “qualità”. La tecnologia però deve essere essa stessa sostenibile, deve assicurare un ritorno.

Troverete le interviste complete, approfondimenti e gli scenari sull’evoluzione del mercato intorno al tema GreenCity nel prossimo numero di Arrows, i report di Urbano Creativo, in uscita a giugno. Per maggiori informazioni scrivete a info@urbanocreativo.it

di Giulia Cattoni

In copertina e nel testo foto © Giulia Cattoni

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