LA SPESA GIUSTA È IN STAZIONE

Il consumo sostenibile di beni agroalimentari è una tematica ampia e oramai molto discussa a qualunque livello, da quello accademico a quello “operativo”. Nel nostro peregrinare tra progetti, buone pratiche, luoghi, abbiamo incontrato qualcosa di semplice a innovativo che vorremmo raccontare sottoforma di intervista diretta.
L’ospite si chiama Laura Gallo ed è una delle promotrici di “Binario Giusto” una nuova realtà (sostenibile) di Locate Triulzi, a sud di Milano.

Per iniziare, cos’è Binario giusto?
E’ un progetto per la diffusione di pratiche di consumo sostenibili attraverso l’acquisto on line di prodotti biologici, di prossimità, equo e solidali. Sono tutti prodotti scelti da noi, provenienti da produttori il più possibile vicini al punto vendita, oppure con il marchio Equo & Solidale.

Come funziona il servizio?
Registrandosi al sito www.binariogiusto.it si accede alle pagine dei prodotti che sono divisi per categorie e produttori, si ordina la propria spesa e si ritira presso la stazione ferroviaria di Locate di Triulzi, ogni 15 giorni.

Quindi è un servizio dedicato ai pendolari del treno?
Esatto. L’idea è che chi prende il treno lo fa tutti i giorni e tutti i giorni segue lo stesso percorso. Allora, perché non ottimizzare il viaggio? Ordino on line e quando scendo dal treno, ritiro la spesa già pronta e insacchettata!

Cosa si può acquistare?
Da gennaio 2013 sono disponibili frutta e verdura, caffè e zucchero, carne di maiale, di pollo e coniglio, farina e cereali, formaggi, latte e yogurt, miele, pane, pasta, prodotti per la casa, uova, zafferano, salumi e insaccati.

Cosa vi ha spinti ad offrire questo servizio? Insomma, qual è la filosofia di fondo?
Sostanzialmente è: “il tuo voto con il portafoglio” come dice il professore Becchetti dell’università di Torvergata.
Il consumo è il potere di “votare” logiche commerciali, ambientali e sociali, se si sceglie di acquistare prodotti biologici, provenienti da produttori del territorio perlopiù piccoli produttori, si finanzia il mantenimento del territorio agricolo, il basso impatto ambientale della breve filiera del trasporto del prodotto, il minor inquinamento dovuto all’assenza di imballaggio, il pagamento del giusto prezzo al produttore, evitando così di pagare gli intermediari commerciali.

Come è nato il progetto?
E’ nato dall’esperienza del Gas Gaspiterina all’interno dell’Associazione Namastè di Locate Triulzi, che dal 2002 si dedica ai temi del consumo critico e della partecipazione con un forte radicamento e riconoscimento nel territorio del Sud Est Milanese. E’ nato soprattutto dall’opportunità di aver spostato la sede dell’associazione alla stazione ferroviaria di Locate Triulzi, poi l’inizio del passaggio del passante ferroviario S13 Milano Pavia e la richiesta dei pendolari di poter acquistare i prodotti del Gruppo di Acquisto solidale hanno fatto il resto.
In ultimo siamo stati sollecitati dai produttori del territorio che hanno richiesto supporto nel diffondere i loro prodotti e quindi il loro lavoro.

Quali sono le innovazioni rispetto ad altri progetti di acquisto on line e/o di prodotti a km zero?
La collocazione in una stazione ferroviaria a 7 km da Milano, su una direttrice importante come quella Pavia – Milano, perchè intercetta i pendolari che ottimizzano il loro tempo acquistando la propria spesa direttamente in stazione ci sembra un’innovazione semplice ma efficace.

Avete un rapporto con chi porta i pendolari, cioè con le ferrovie?
Stiamo cercando un contatto diretto con Trenord, società che si occupa del trasporto dei viaggiatori del passante S13, ma siamo ancora in alto mare…dal 2012 invece, da quando ci siamo trasferiti nei locali adiacenti alla sala d’attesa, abbiamo instaurato un rapporto di fiducia con Ferservizi, società del gruppo Trenitalia che si occupa delle locazioni dei locali delle stazioni e con Trenitalia che si occupa della sala d’attesa. L’Associazione Namastè con la presenza dei volontari presidia gli spazi comuni della stazione e nell’ultimo anno ha abbellito e reso funzionale lo spazio di sosta per i viaggiatori, collocando un erogatore di bevande calde, ovviamente eque e solidali in sala d’attesa e fornendo gli spazi interni ed esterni di bacheche in modo da creare un luogo fisico di scambio di comunicazioni e informazioni tra tutti i fruitori/attori di questo spazio.

Una curiosità: qual è il profilo del vostro acquirente tipo? 
Ma…direi giovane, dai 30-40 anni, con famiglia, una educazione medio alta, un reddito medio…e ovviamente una persona “giusta”!

Avete progetti futuri?
1) Raggiungere il più alto numero di utenti “binaristi”
2) rendere gli acquisti “settimanali”
3) aumentare gli spazi di stoccaggio dei prodotti
4) coinvolgere Trenord e Trenitalia in un progetto di valorizzazione delle stazioni, come luoghi di partecipazione dei pendolari che utilizzano la stazione anche per informarsi e consumare consapevolmente.

 di Chiara Mazzocchi 

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