ECOREATI, IL SENATO APPROVA

Lo scorso 4 marzo il Senato ha approvato con 165 voti favorevoli il disegno di legge sui reati ambientali.  “L’approvazione al Senato del disegno di legge sugli ecoreati e’ un segnale di grande sensibilità e attenzione nei confronti di un tema, il contrasto ai crimini contro l’ambiente, di stringente urgenza per l’intero Paese. Siamo ormai all’ultimo miglio di un passaggio storico: chiedo alla Camera di fare presto e di approvare questo testo senza ulteriori modifiche. C’è assoluta necessità di avere quanto prima a disposizione queste nuove norme per stroncare  i business criminali che si arricchiscono inquinando il nostro territorio” ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Il provvedimento, che ora passerà alla Camera per la terza lettura, introduce quattro nuovi reati:  il delitto di inquinamento ambientale, il delitto di disastro ambientale, il delitto di traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività e il delitto di impedimento del controllo.
Non solo nuovi reati, ma punibilità per quelli che fino ad ora erano considerati reati minori, termini di prescrizione più alti e possibilità di riduzioni di pena qualora ci sia la volontà di collaborare da parte di chi ha commesso il reato.

In particolare, il nuovo delitto di inquinamento ambientale punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque, abusivamente, cagiona una compromissione o un deterioramento, significativi e misurabili: delle acque o dell’aria o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo e di un ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna. Anche il disastro ambientale punisce con la reclusione da 5 a 15 anni chiunque, abusivamente, cagiona un disastro ambientale alterando irreversibilmente ecosistemi e aree naturali protette. Il delitto di traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro per chiunque, abusivamente, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene o trasferisce materiale ad alta radioattività, ovvero lo abbandona o se ne disfa illegittimamente. Il delitto di impedimento del controllo punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza sul lavoro ovvero ne compromette gli esiti.

A questo si aggiungono speciali provvedimenti contro l’ispezione dei fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi, che utilizzi la tecnica dell’air gun o altre tecniche esplosive. Punizioni più severe anche per reati in associazione mafiosa o che riguardino pubblici ufficiali.

Queste disposizioni permetteranno al nostro Paese di difendere in maniera più incisiva ambiente e salute dei cittadini, soprattutto a fronte di episodi dolorosi come il caso Eternit, l’Ilva e la Terra dei Fuochi. L’approvazione del disegno di legge sui reati ambientali  “rappresenta anche la miglior risposta politica, anche se naturalmente non può incidere in quel processo, a una vicenda come quella di Eternit perché si ridefiniscono le fattispecie di reato, finalmente abbiamo un riferimento certo per quanto attiene il disastro ambientale”, ha spiegato il Ministro della Giustizia Orlando.

Soddisfatte anche le associazioni ambientaliste Wwf  e Legambiente che ricordano l’importanza di avere strumenti legislativi adeguati a punire chi compie questo tipo di reati e la possibilità di “ comminare sanzioni penali anche a carico delle persone giuridiche (societa’, imprese) che, spesso, sono le reali responsabili, di condotte nocive per l’ambiente”.

di Stefania Mancuso

In copertina: © almcalabria

 

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