GEOGRAFI: OSSERVATORI SENSIBILI

Fedele all’identikit del geografo, “professionista che ha a cuore la natura e più in generale il mondo che ci circonda”, Valentina Valenti, esperta in mobilità sostenibile e alla continua ricerca di forme di mobilità alternative in grado di generare un minor impatto ambientale,
spera che la “professione geografo” possa aiutare sempre più a trasmettere “la sensibilità e le necessarie attenzioni alle problematiche ambientali che accompagnano la nostra esistenza per sperare in un miglioramento della qualità della vita”.
Nonostante le difficoltà, “il problema fondamentale è che la professione non viene molto riconosciuta nel mondo del lavoro”, la geografa Valenti non demorde, fedele al suo profilo professionale, perché il geografo cerca e deve cercare “in ogni momento e con ogni mezzo, di preservare il mondo che ci circonda”.

1. Chi è il geografo oggi e cosa fa?
Questa sì che è una bella domanda e non potete immaginare quante volte mi è stata posta. Non penso comunque possa esserci una sola ed unica risposta, io credo che il geografo sia una figura sostanzialmente sensibile e attenta alle problematiche ambientali che accompagnano la nostra esistenza. Si tratta di persone che, più di altre, hanno a cuore la natura e più in generale il mondo che ci circonda e cercano, in ogni momento e con ogni mezzo, di preservarlo.

2. Lei si rivede in questo profilo?
Direi di sì. La mia sintetica descrizione della figura del geografo riportata qui sopra, altro non è che la mia filosofia di vita che cerco di trasmettere anche a chi mi circonda.

3. Perché secondo lei questa professione non è molto diffusa?
Credo che il problema fondamentale sia il fatto che la professione non venga molto riconosciuta nel mondo del lavoro e sicuramente questo non aiuta una sua diffusione. Nonostante ciò, guardandomi intorno, vedo sempre più persone attente alle problematiche locali del proprio territorio; non sono forse anche questi piccoli geografi in azione?

4. Che ruolo può assumere un geografo nella pianificazione del territorio e nella progettazione delle smart cities?
Sicuramente un ruolo molto importante. Sono convinta che un aspetto fondamentale per una corretta pianificazione del territorio sia l’informazione e la partecipazione attiva dei diretti interessati. Ed è proprio la figura del geografo che può essere in grado di fare questo.

5. Come spiegherebbe ai “non addetti ai lavori” i punti chiave dei suoi lavori e delle sue attività professionali?
Nella mia esperienza professionale mi sono dedicata principalmente al tema della mobilità sostenibile, ovvero la continua ricerca di forme di mobilità alternative in grado di generare un minor impatto ambientale. Si tratta, a mio parere, di una problematica importante che accompagna la nostra vita quotidiana. Il fine ultimo? Compiere cambiamenti e orientare sempre più le nostre scelte per migliorare il mondo che ci circonda.

6. Che aspettative ha sulla futura applicazione della “professione geografo” nella società contemporanea?
Per il futuro spero che la “professione geografo” possa aiutare sempre più al raggiungimento di un importante obiettivo, quello dello sviluppo sostenibile. Se il geografo sarà in grado di trasmettere anche ad altri la sua sensibilità e le sue attenzioni verso il territorio potremo sperare in un effettivo miglioramento della qualità della vita.

7. Qual è la domanda più strana che le è stata fatta in merito alla sua professione?
Sicuramente la domanda che ho trovato qui sotto, chi l’avrebbe mai detto! Effettivamente le domande più strane riguardano proprio questo, per la maggior parte delle persone un geografo deve ricordare tutte le capitali del mondo, ma nel mio caso non è così.

8. La capitale del Timor Est?
Dovrebbe essere Dili, ma fino a poco fa non conoscevo la risposta.

di Monica Di Maio

In copertina: Dili, East Timor © yeowatzup

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