GEOGRAFI, LA VERA CHIAVE DI VOLTA

In una società in cui si parla continuamente di tematiche green, responsabilità ambientale, approccio alla sostenibilità, i geografi sarebbero la vera chiave di volta, spiega Federica Sborlino, “eppure, le figure che sarebbero realmente in grado di occuparsi di queste tematiche, non sono prese in considerazione”. Federica Sborlino, giovane geografa impegnata nello studio delle dinamiche che intercorrono tra ambiente, popolazione e spazio urbano, sottolinea l’importanza della figura professionale nella pianificazione del territorio e nella progettazione delle smart cities, “Architetti, geometri e geografi, é questa la triade perfetta per riuscire davvero a migliorare le nostre città”.

Chi è il geografo oggi e cosa fa?
Quella del geografo è oggi una professione poco conosciuta e molto controversa che non viene valorizzata a dovere. Il geografo ad oggi è la figura esperta di tematiche ambientali intese in senso lato, dall’ambiente come ecosistema, alle questioni migratorie, alle nuove pratiche urbane e che cerca di dare il suo apporto per migliorare il mondo in cui viviamo, continuando a studiare e tenendosi sempre aggiornato. Si parla continuamente di “green”, “responsabilità ambientale”, “sostenibilità”, ma le figure che sarebbero realmente in grado di occuparsi di queste tematiche non sono mai prese in considerazione nel modo giusto.

Lei si rivede in questo profilo?
Assolutamente sì. Attualmente sto lavorando in un altro settore ma come dicevo le tematiche ambientali sono all’ordine del giorno e cerco continuamente di portare la mia esperienza in questo campo.

Perché secondo lei questa professione non è molto diffusa?
Si tratta di una professione poco diffusa per la poca chiarezza che viene fatta sulle possibilità lavorative che offre e che quindi dà adito a un certo tipo di “timore”. Forse viene considerato un mestiere in qualche modo frivolo e non indispensabile, ma non c’é niente di più sbagliato.

Che ruolo può assumere un geografo nella pianificazione del territorio e nella progettazione delle smart cities?
Un ruolo importantissimo. I geografi, grazie alla preparazione che ricevono, sono assolutamente in grado di dare un apporto fondamentale alla pianificazione. Architetti, geometri e geografi, é questa la triade perfetta.

Come spiegherebbe ai “non addetti ai lavori” i punti chiave dei suoi lavori e delle sue attività professionali?
I punti chiavi sono la conoscenza delle dinamiche che esistono nel nostro ecosistema e delle relazioni forti che intercorrono tra ambiente, popolazione e spazio urbano. Attualmente una cosa non può prescindere dall’altra e tutto fa parte di un unico grande contenitore in continuo movimento e in continua comunicazione. Il ruolo del geografo è quello di ottimizzare queste relazioni per far convivere e sviluppare progressivamente questi tre elementi indispensabili.

Che aspettative ha sulla futura applicazione della “professione geografo” nella società contemporanea?
Alte. Ci ho investito e ci credo molto. Spero che a breve ci si renda conto di quanto sia “uno spreco” non usufruire di queste preziose figure professionali, peraltro nate con questo scopo, per migliorare le nostre città, nonché altri importanti spazi vitali. Ma so che non manca molto, ci credo fortemente.

Qual è la domanda più strana che le è stata fatta in merito alla sua professione?
A nessuno è mai chiaro che cosa abbiamo studiato e di cosa vorremmo occuparci. Le domande più frequenti sono: “ma quindi tu sai tutto di mari, fiumi e laghi?”, “ma che lavoro puoi andare a fare?” e la più strana “Ma quindi tu giri il mondo per vedere come vanno le cose a livello ambientale?”

La capitale della Costa d’Avorio?
Mi ricordo che ha un nome difficilissimo e impronunciabile, qualcosa tipo Yamoussukro. La capitale della Francia, però, la so.

di Monica Di Maio 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *