FONTI RINNOVABILI PER UN FUTURO SOSTENIBILE

Il 2012 sarà l’anno dell’energia sostenibile. Questo almeno è ciò che si augurano le Nazioni Unite, che riunitesi in occasione del “World Future Energy Summit” hanno appunto proclamato il 2012 come “Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti”.
L’energia, e soprattutto la possibilità di accedervi tutti, oggi è una questione di vitale importanza a livello globale. I servizi energetici, la loro efficienza e la loro sostenibilità sono fattori che influenzano non solo le sorti economiche e politiche delle varie Nazioni ma anche la salute e il futuro di chi le abita, senza contare il fatto che le scelte energetiche prese oggi avranno delle ripercussioni sul clima, come già sta avvenendo.
Energia sostenibile
diventa quindi sinonimo di sviluppo, sia umano che economico.
Stefano Garotta, ingegnere Energy Manager del Gruppo Energia de L’isola che c’è, ci ha aiutato a capire meglio qual è la situazione attuale delle energie  cosiddette “pulite”, mostrandoci nel dettaglio le prospettive italiane.

Qual è la situazione attuale in Italia per quanto riguarda lo sviluppo dell’energia rinnovabile? Rispetto al resto d’Europa a che punto siamo?
Direi innanzitutto che conviene non separare l’Italia dall’Europa ma cercare di vedere come l’Italia si sta muovendo insieme al resto dell’Unione Europea.
Per due motivi: primo, ciò che accade in Italia è molto influenzato dalle politiche decise a livello europeo, secondo ciò che si fa in Italia dipende da ciò che succede nel mondo, a partire dai nostri vicini.
Detto questo lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili ha avuto una forte accelerazione nell’ultimo anno, sia in Italia che in Europa.
Secondo un rapporto della European Wind Energy Association (www.ewea.org) il 70% della nuova potenza elettrica installata in Europa nel 2011 è relativa a fonti rinnovabili.
Questo se da un’idea della tendenza in atto, i dati assoluti dipingono un quadro in cui le rinnovabili non sono solo in crescita, ma stanno raggiungendo livelli importanti, come d’altronde deve essere per poter raggiungere gli obiettivi comunitari al 2020.
Fotovoltaico ed eolico sono le due tecnologie che hanno installato di più, con 21GW per il fotovoltaico e 9,6GW per l’eolico contro, per dare un esempio, i 9,8GW del gas metano, i 2,1GW del carbone e gli 0,7GW dell’olio combustibile.
L’incidente di Fukushima ha molto influenzato le decisioni politiche circa il nucleare, che nel 2011 ha visto nuove installazioni per 0,3GW.
Ma qui il dato più significativo è stato lo smantellamento di reattori nucleari per una potenza di 6,8GW.
Per cui la situazione europea attuale vede la seguente composizione della generazione elettrica:
Carbone 230GW (26%),  Gas metano 210GW (23%), Nucleare 121GW (14%), Idroelettrico 121GW (14%), Eolico 94GW (10%), Fotovoltaico 46GW (5%).
Certo la situazione è ancora incentrata sulle non rinnivabili, specialmente se ragioniamo in termini di energia prodotta invece che potenza, in quanto le rinnovabili (idroelettrico a parte) funzionano per un tempo inferiore alle non rinnovabili e quindi a parità di potenza producono meno energia.
Ma la tendenza è sicuramente verso le rinnovabili e i suoi valori cominciano ad essere significativi.
In tutto questo l’Italia ha contribuito con 10GW (fonte www.gse.it) di fotovoltaico e 0,95GW (fonte www.anev.org) di eolico.
Altro elemento da tenere in considerazione è la riduzione del costo di installazione di impianti, sia fotovoltaici che eolici.

Qual è il tipo di energia rinnovabile su cui l’Italia deve puntare o dove possiamo essere maggiormente competitivi?
Queste sono questioni di politica energetica che non sta a me suggerire, specialmente in Italia dove una politica energetica sembra fuori dalla portata di tutti.
Mi limito ad alcune considerazioni: il fotovoltaico sui terreni è sostanzialmente non più possibile, ma le superfici dei tetti, specialmente i capannoni industriali, avvantaggiati dall’essere già serviti dalla rete elettrica, offrono ancora potenzialità molto grandi.
Per l’eolico si potrebbe fare ancora molto, ma serve una gestione delle autorizzazioni più chiara ed efficiente.
E su tutto puntare sull’efficienza e sul risparmio energetico. I negawattora (energia risparmiata) sono la migliore fonte rinnovabile.

In quale invece c’è ancora molto da fare? Quale comportamento dovremmo adottare noi cittadini ad esempio nelle nostre case?
Iniziare a capire qual è il nostro fabbisogno, suddividendolo tra elettrico, termico e trasporti, informandosi sulle possibili alternative e pianificando interventi anche di lungo periodo.
Un sistema energetico non si cambia in due anni e neanche in dieci. E’ una questione che abbraccia l’impegno di più generazioni, un cambiamento prima di tutto culturale che occorre far partire con le scelte degli adulti e la formazione dei più giovani.
L’Europa ci sta credendo molto, se vogliamo cambiare siamo nel posto giusto al momento giusto.

 

di Matteo Arnaboldi

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