DOPO L’ACCORDO DI PARIGI: COP23

Bonn, sede dell’UNFCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), sono riuniti fino al 17 novembre 196 Paesi nella COP 23, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, che si è aperta sotto l’imperativo del “dialogo facilitativo”.

Facilitativo nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi definiti nel 2015 con l’Accordo di Parigi, in primis limitare l’innalzamento delle temperature e l’emissione di gas serra, rafforzati dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Obiettivi che appaiono più che mai pressanti, dopo quest’anno segnato da uragani distruttivi, incendi, inondazioni, siccità, scioglimento dei ghiacci e conseguenti ricadute sull’agricoltura che minacciano la sicurezza alimentare. Lo scopo della Conferenza, come sottolinea Xie Zhenhua, capo negoziatore cinese alla COP, “è che i paesi condividano le loro migliori pratiche, avanzino le loro richieste per combattere il cambiamento climatico e in ultima analisi facilitino il sostegno globale, soprattutto dai paesi sviluppati, ai paesi in via di sviluppo”. La Segretaria Esecutiva della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico Patricia Espinosa ha sottolineato l’estrema urgenza di un progresso immediato, ai fini del quale “sono fondamentali politiche e finanziamenti per tagliare le emissioni di gas serra”.

Significativo anche l’affidamento della Presidenza della COP23 alle Isole Fiji, Stato delle isole del Pacifico particolarmente vulnerabile a conseguenze del cambiamento climatico come l’innalzamento del livello degli oceani e i fenomeni meteorologici estremi. Il Primo Ministro Frank Bainimarama ha sottolineato come le Fiji, negli anni, stanno lavorando per costruire una “grande coalizione” tra i governi a tutti i livelli, la società civile, il settore privato e le organizzazioni religiose; alla COP23, il Presidente intende incontrare il maggior numero possibile di tali attori “extra-statali”.

Dal punto di vista operativo, la Conferenza vedrà da un lato la preparazione di una bozza di testo negoziale con le linee guida per rendere operativo l’Accordo di Parigi a partire dal 2020, uno zero draft da approvare entro l’anno prossimo alla COP24 in Polonia; dall’altro, la costruzione di una road map per la messa a punto del dialogo di facilitazione, la valutazione dei progressi compiuti e un primo avvio del processo di revisione degli impegni assunti al 2030.

In copertina: Plenary hall on Day 1 of the Bonn Climate Change Conference © Adopt A Negotiator

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