DONNE GREEN PER SUPERARE LA CRISI

Martedì 24 giugno si è tenuto il convegno dal titolo “Donne e green economy. La social innovation per cambiare la città, nell’ambito delle iniziative Verso gli Stati generali della green economy”  organizzato da Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con Roma Capitale, l’Assessorato all’ambiente, agroalimentare e rifiuti e l’Assessorato Roma produttiva.

È stato un momento importante per parlare del ruolo delle donne nel nostro paese in relazione alla crisi economica e ai temi della sostenibilità ambientale.
La convinzione è che, per risollevare il nostro Paese, le donne possano e debbano giocare un ruolo decisivo. In Italia, infatti, sono responsabili del 66,5% del totale delle scelte di acquisto della famiglia e rappresentano circa l’80% del comparto dell’istruzione. Per questo bisogna rivolgersi a loro per influenzare il mercato dei prodotti e servizi più sostenibili e dare una spinta alla green economy.
Sempre riferendoci all’Italia, le donne occupate rappresentano il 49%, contro una media comunitaria del 62,4%.
Dunque l’obiettivo è riuscire a trasformare gli svantaggi in opportunità per affrontare contemporaneamente la crisi sia dal punto di vista economico, sociale e ambientale e sfruttando le capacità femminili che, a fronte di alcuni studi, si possono esprimere con efficacia ricoprendo posizioni apicali e di responsabilità.

La Banca d’Italia calcola che se si riuscisse a raggiungere la percentuale di donne occupate fissato dagli obiettivi di Lisbona, ovvero quota 60%, il Pil in Italia salirebbe del 7%. E se il tasso di occupazione delle donne eguagliasse quello degli uomini, sostiene l’Ocse, il Pil aumenterebbe fino al 13% nell’eurozona e oltre il 20% in Italia. Un tema importante e complesso che avevamo già affrontato in un nostro precedente articolo.
I dati vi sembrano convincenti? Sicuramente si tratta di un processo lungo e complesso, anche per questo è un dovere promuovere con forza una prospettiva di genere verso la green economy.

In copertina: Alinas Stille © Alina Marie Gärtig 

di Stefania Mancuso

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