CLIMA, UNA QUESTIONE MONDIALE

Grazie al Climate  Summit 2014, il mondo si mobilita ancora una volta a favore del clima e contro l’inquinamento atmosferico. Nonostante i numerosi appuntamenti degli ultimi dieci anni, i dati diffusi dall’Onu sono sempre sconfortanti e appare sempre più urgente un serio accordo sul clima. La vera questione è come.

L’aumento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera nel 2013 del 2,9 parti per milione ha segnato il punto di non ritorno. È evidente che oceani e vegetazione non sono più in grado di assorbire CO2. Non ci rimane che respirarla?

A Ban Ki-moon e ai grandi della Terra la responsabilità concreta di trovare strategie a difesa del clima che non siano solo belle parole, ma politiche chiare a favore della riduzione dell’inquinamento. L’appuntamento è stato anticipato da oltre 3000 manifestazioni in tutto il mondo in cui la società civile ha chiesto al mondo politico di agire, e farlo in fretta.

Il racconto della prima giornata attraverso i tweet
 

Una necessità sottolineata anche da Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente che ha dichiarato: “L’Italia è tra i paesi più virtuosi sulla riduzione delle emissioni di Co2: ora insisteremo per fare in modo che si arrivi a un accordo globale giuridicamente vincolante. Abbiamo fatto molto a livello nazionale e come Europa, i nostri target sono elevati: chiediamo al mondo di ridurre del 40% le emissioni entro il 2030. Se non agiamo subito mettiamo in discussione il pianeta, il futuro nostro e dei nostri figli”.

Una sfida per tutti: dal mondo del business, alla società civile. Il clima è un impegno per tutti. Attivisti, vip e politici hanno voluto dimostrare così il loro supporto al Climate Summit di New York quale evento a favore di un pianeta più pulito.

Urbano Creativo News seguirà da vicino l’evento e vi terrà aggiornati su tutti gli sviluppi.

In copertina: autumn leaves © Martin Fisch

One thought on “CLIMA, UNA QUESTIONE MONDIALE

  1. Riportiamo il commento di un lettore comparso sulla pagina facebook. Lasciateci anche voi i vostri commenti! La Redazione

    “Come sa Emanuela Donetti, che ringrazio per avermi taggato in questo articolo, il mio scopo lavorativo è cercare di abbattere la CO2 in ogni contesto e ambito.
    Sono d’accordo con il ministro Galletti quando sostiene che ci deve essere l’impegno di tutti ma nello stesso momento sono molto scettico perchè in questi 5 anni sono stati pochi i miei progetti portati a termine con la riduzione della CO2 certificata in base a norme europee (in quanti lo fanno veramente?) e non con marketing green washing tipica del 90% dei casi.
    La mia più grande difficoltà non è riuscire a far capire agli imprenditori che devono investire per modernizzare i propri impianti in modo tale da installare macchine con efficienza elevata. Lo capiscono benissimo. Lo sanno benissimo.
    Il mio problema è che le banche non mi aiutano a finanziare i lavori. Se l’Italia è davvero leader nelle riduzioni di CO2, com’è che a livelli di PMI non c’è alcun vero aiuto economico per affrontare questi argomenti se non qualche agevolazione fiscale che non comporta comunque grandi differenze?” (Christian BoBo Errico)

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