BIOGAS: COME TI DIGERISCO IL RIFIUTO

32.5 milioni di tonnellate di rifiuti “prodotti” nell’anno 2010.
+ 1.1% rispetto al 2009.
Circa la metà del totale dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, mentre la media nazionale di raccolta differenziata si attesta al 35%, ben lontana dagli obiettivi prefissati.
Questi i dati, relativi all’anno 2010, che emergono dal rapporto ISPRA 2012 sui rifiuti urbani prodotti in Italia.

Il dato inerente l’aumento di raccolta differenziata per la frazione organica dei rifiuti (+11.8%, circa 440 mila tonnellate rispetto al 2009) mi permette di collegarmi all’argomento di oggi: la possibilità di “utilizzo” dei rifiuti per la produzione di energia.
Come evidenziato dalle statistiche, oggi il trattamento predominante della frazione organica dei rifiuti è di tipo aerobico (cioè in presenza di ossigeno, in altre parole si tratta principalmente di impianti di compostaggio che producono materiale utilizzabile in agricoltura).
Gli impianti per il trattamento anaerobico dei rifiuti si sono diffusi in Europa a partire dalla metà degli anni ’80. Questi impianti vengono realizzati allo scopo di produrre e recuperare energia rinnovabile (biogas) ma anche di rendere stabili le biomasse prima dell’utilizzo in agricoltura controllando altresì emissioni maleodoranti e inquinanti mediante l’aggressione del rifiuto organico da parte di microrganismi che vivono in assenza di ossigeno (per questo si parla di trattamento anaerobico).

Varie sono le tecniche ed i processi di digestione utilizzabili (a secco, a umido, mediante processo mono o bi stadio etc. etc.) e varie sono le matrici organiche impiegabili (oltre alla componente organica dei rifiuti urbani è possibile utilizzare anche le deiezioni animali provenienti da fattorie o allevamenti per esempio, o ancora scarti di produzione di aziende agricole etc.).
Interessanti sono gli aspetti positivi del biogas che vanno dalla riduzione dell’importazione di energia, al consumo di risorse non rinnovabili, passando per la riduzione delle emissioni di gas serra, all’utilizzo dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata (F.O.R.S.U).
Pensando ai nostri giorni, dove la “coscienza ecologica” sta ormai consolidandosi, la possibilità di ottenere biogas da rifiuti, liquami e scarti di produzione, avviandolo alla combustione in cogeneratori per la produzione di energia elettrica e calore diventa una possibilità concreta che vale la pena approfondire.
Attualmente gli orizzonti di crescita e sviluppo di questi impianti in Italia sono buoni e si pensa che in un decennio il nostro paese possa raggiungere la produzione di biogas che la Germania ha fatto registrare nel 2012. Restiamo quindi in attesa che anche l’Italia diventi una delle grandi d’Europa nell’utilizzo di fonti e risorse rinnovabili, provando anche noi, nel nostro piccolo, a contribuire.

di Fabio De Martino 

In copertina: Impianto di produzione di biogas in Baviera occidentale © Michael Renner

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