ARRIVANO LE CAPSULE ECOLOGICHE

Modello “usa e spreca”: così viene definita la modalità di consumo tradizionale delle capsule di caffè. Prendi una capsula, inseriscila nella macchinetta, premi “on” e buttala via. Nel secco indifferenziato.
Ma qualche cosa sta per cambiare ora che Lavazza ha annunciato la sua nuova “Capsula Zero Waste”.

Tutto è iniziato quando nel 2011 il Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori (qui l’intervista di UC News su ciò che succedeva nel paese toscano, pioniere nella gestione dei rifiuti) scrisse una “storica” lettera a Lavazza definendo quelle capsule un “errore di progettazione” da superare gradualmente e magari di farlo in modo collaborativo. Partì un lavoro di collaborazione da cui sono scaturite diverse innovazioni come le capsule riutilizzabili 300 volte oppure il caso delle “compresse”. Un percorso che ha portato lo scorso ottobre ad una comunicazione del CONAI (Consorzio Nazionale degli Imballaggi) che classificava le capsule del caffè quali “imballaggio” e quindi conferibili nella plastica*.

Ma c’è di più: ieri presso gli spazi di Cascina Cuccagna a Milano, Lavazza ha presentato per la prima volta un tipo di capsula compostabile realizzata con bioplastiche di terza generazione, da conferire nel bidone dell’umido una volta usata. Un risultato molto importante frutto di un lavoro di ricerca di Lavazza e di Novamont, una realtà industriale che si occupa dell’integrazione tra chimica, ambiente e agricoltura.
Questo percorso ha avuto sviluppi a livello internazionale ed ha anche portato ad uno “spin off”: l’invenzione dei “Funghi Espresso”. Si tratta della produzione di funghi dai fondi del caffè, un progetto che rappresenterà la Regione Toscana a Expo 2015.
Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, in collaborazione con il CNR di Perugia, oltre continuare gli studi e testare la biodegradabilità delle plastiche relative ai contenitori di “compresse” monoporzionate, sta cercando di identificare la composizione chimico – fisica del substrato di caffè derivante dalla coltivazione dei funghi per verificare il valore agronomico dei funghi così da capire e studiare la resa di questa coltura per un vantaggioso inserimento nel ciclo agricolo.

L’augurio è che tutta l’industria del settore del caffè monoporzionato prenda spunto ed esempio da questa esperienza e che, dall’altro punto di vista, anche altri movimenti come Strategia Rifiuti Zero si facciano avanti con grande passione e competenza per coinvolgere in modo significativo la responsabilità dei produttori verso soluzioni innovative e sostenibili.

In copertina: Ncup © Massimo Ricci

*alla condizione di dotare i consumatori di appropriata strumentazione per separare il caffè esausto dai contenitori e di una appropriata campagna di comunicazione in merito alle nuove modalità.

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