AGRICOLTURA BIO: IN ALTO I CALICI

Continuiamo il nostro viaggio nell’agricoltura che “ci piace” e ci inebriamo del profumo di mosto e vitalità che sprigiona Oltretorrente, piccola azienda vitivinicola dei Colli Tortonesi nata dalla mente, ma soprattutto dalle braccia, di una giovane coppia di agronomi. In alto i calici!

1. Chi siete?
Siamo una coppia di stanchissimi agronomi che negli ultimi 4 anni hanno messo in piedi un’azienda vitivinicola nelle colline tortonesi che non pre-esisteva in nessuna forma e una famiglia composta da noi e da due bimbe di 3 e 1 anno.

2. Qual’è stato il vostro (ultimo) lavoro precedente? 
Michele: agronomo ed enologo presso una cantina nelle Marche.
Chiara: assegnista di ricerca alla Facoltà di Agraria di Milano.

3. Che formazione avete?
Siamo entrambi agronomi.

4. Quanti anni avete e da dove venite?
Michele: 36 anni, da Milano
Chiara: 33 anni, da Milano

5. Quando avete deciso di cambiare (se avete deciso di cambiare)? 
Abbiamo deciso di trasferirci a Paderna (AL), dove lavoriamo e viviamo, e di buttarci in quest’avventura nel 2010, dopo anni passati vivendo sempre separati e senza apparentemente altre possibilità di vivere nello stesso posto facendo entrambi il lavoro per cui avevamo studiato.

6. Perchè avete fatto questa scelta? 
Perché a tutti e due piacciono le sfide complicate. Tutto quello che c’è l’abbiamo scelto e messo insieme noi: nel 2010 con qualche risparmio delle nostre famiglie abbiamo preso il primo ettaro e mezzo di vigna e una piccola vecchissima cantina su tre piani in centro paese. Da quel momento abbiamo lavorato giorno e notte per mettere insieme tutta l’attrezzatura che ci serviva (senza poter spendere “a occhi chiusi”, ma anche puntando sempre ad alti traguardi qualitativi), per recuperare vigneti anche centenari, per fare un buon lavoro in cantina nonostante le strutture decisamente fatiscenti, per far esistere la nostra realtà anche burocraticamente e soprattutto commercialmente. Tutto senza piste da seguire, se non l’esperienza fatta nelle altre aziende, l’umiltà di chiedere consigli su tante cose (ma anche le idee chiare e nessuna intenzione di ascoltare consigli su altre), la determinazione che ti fa affrontare anche i sacrifici e il sapersi divertire ad essere creativi.

7. Cosa avete portato di nuovo all’azienda?
…Che dire: essere innovatori dal punto di vista produttivo in agricoltura è difficile! Ci accontentiamo di essere parte di un’agricoltura che rispetto a quella di 30 anni fa è più attenta alla sostenibilità in campagna (siamo biologici certificati) e che non stravolge il prodotto finale con massicci interventi post-raccolta. Forse un’innovazione che potremmo incarnare rispetto al passato (ma non siamo sicuramente gli unici..) è lo spostamento dalla città alla campagna (nel nostro caso non si può parlare di un ritorno).

8. Cos’è per voi l’agricoltura e perchè vi affascina e/o vi appartiene? 
L’agricoltura è per noi il contatto quotidiano con la natura, il fascino di un’attività antica.

9. Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato e che incontrate tuttora?  (redditività dell’azienda, organizzazione interna, organizzazione e gestione delle risorse umane, commercializzazione, etc…)
Il dover costruire ex novo tutto quello che in una qualsiasi azienda di più di una generazione è il punto di partenza.

10. Siete felici?
Domanda difficile…Sì, ma speriamo di avere un po’ di tempo libero tra qualche anno, di raggiungere una situazione più rilassata (l’ultimo film visto sia a casa che al cinema risale a più di due anni fa…!).

di Chiara Mazzocchi

In copertina: © Oltretorrente

 

 

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