ACQUE PIÙ PULITE IN EUROPA

Nonostante la popolazione europea sia in crescita, le famiglie europee stanno generando sempre meno quantitativi di inquinanti che finiscono in acqua diminuendo così l’impatto del fenomeno dell’eutrofizzazione. Allo stesso tempo i livelli di alcuni inquinanti provenienti dall’agricoltura e dal settore manifatturiero sono scesi negli ultimi anni, mentre la produttività economica di questi settori è cresciuto.
Questi i dati prodotti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente che segnala un miglioramento verso la riduzione dell’inquinamento da sostanze nutritive delle acque.

La condizione di ricchezza di sostanze nutritive in un ambiente acquatico è causato in particolare da una sovrabbondanza di nitrati e fosfati, questi ultimi ad esempio, sono contenuti nei detergenti. L’accumulo di queste sostanze causa la proliferazione di alghe microscopiche che consumando più ossigeno lo tolgono ai pesci provocandone la morte.

Il confronto interessante è sul rapporto tra attività economica e impatto ambientale. L’ottica entro la quale bisogna lavorare per migliorare sempre più è quella dell’Absolute decoumpling che indica una crescita economica continua e allo stesso tempo una costante diminuzione degli impatti ambientali. L’obiettivo è avere la capacità di crescere senza però aumentare la pressione ambientale.
L’EEA ha rilevato che molte industrie manifatturiere hanno tagliato sensibilmente le proprie emissioni  tra il 2004 e il 2010. Purtroppo, a livello nazionale, ancora troppi paesi non mostrano la stessa tendenza. Per mostrare la variazione delle emissioni in acqua dei fertilizzanti e la produzione economica delle industrie è stato prodotto un grafico che evidenzia l’andamento per ogni paese.
Per approfondire potete consultare il sito dell’Agenzia.

In copertina: Taranto, campagne ad est © Tarantino Vincenzo

 

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