VERONA LAB 2050

La città  vista come sistema complesso e l’utilizzo delle linee guida europee per disegnarne il futuro.
Queste le basi per il progetto Verona 2050.

La considerazione della città contemporanea come un sistema complesso di relazioni è infatti il punto di partenza per la definizione di uno scenario futuro dedicato alla città. Tutti i mutamenti fisici dell’evoluzione urbana hanno delle cause multiple che si legano alla rete dei flussi globali (scambi finanziari, movimenti sociali, cambiamento climatico, ecc); allo stesso tempo hanno degli effetti non prevedibili e di portata planetaria che spesso sfuggono a una prima valutazione”.
Il progetto è stato elaborato procedendo per scopi, in particolare quelli proposti dalla strategia Europa 2020.
Si tratta di una strategia decennale per la crescita sviluppata dall’Unione europea. Essa non mira soltanto a uscire dalla crisi che affligge l’economia di molti paesi, ma vuole anche colmare le lacune dell’attuale modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, più intelligente, sostenibile e solidale.
Per dare maggiore concretezza a questo discorso, l’UE si è data cinque obiettivi da realizzare entro la fine del decennio che riguardano: occupazione (innalzamento al 75% del tasso di occupazione per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni), istruzione (riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10% e aumento al 40% dei 30-34enni con un’istruzione universitaria), ricerca e innovazione (aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell’UE ), integrazione sociale e riduzione della povertà, clima e energia (riduzione delle emissioni di gas serra del 20% ). La strategia comporta anche sette iniziative prioritarie che tracciano un quadro entro il quale l’UE e i governi nazionali sostengono reciprocamente i loro sforzi per realizzare le priorità di Europa 2020, quali l’innovazione, l’economia digitale, l’occupazione, i giovani, la politica industriale, la povertà e l’uso efficiente delle risorse.
Questa dunque la strada da seguire e gli obiettivi prioritari da raggiungere.
Impegnarsi a raggiungere gli obiettivi in breve tempo, si dimostra quindi l’unica strada da seguire: “una società asimmetrica è in grado di generare solo caos, mentre una società equa può mirare a realizzare al massimo il suo potenziale umano. La crescita sostenibile richiede la capacità di passare da un’industria carbon based a una zero carbon per salvaguardare il proprio ecosistema, e quindi la salute delle future generazioni di europei. La crescita smart comporta un aumento del sapere e dell’innovazione e quindi la creazione di mercati più competitivi. Le città medio piccole come Verona hanno l’opportunità di valorizzare le proprie risorse umane agendo in stretta collaborazione con la cloud delle menti sparse in un bacino molto più ampio, ad esempio l’Europa”.
I protagonisti del cambiamento sono le persone e le reti di relazioni che li connette; le città sono calamite in grado di amplificare  le potenzialità dei singoli grazie alla presenza di attrezzature e spazi molto specializzati.
“Il distretto di ricerca proposto per Verona Sud riflette le necessità di un luogo di lavoro che faccia della promiscuità e varietà gli elementi chiave per la creazione di nuova conoscenza, risorsa vitale per la crescita delle città contemporanee”. Il progetto cura inoltre il disegno di spazi pubblici accoglienti capaci di far emergere la creatività spontanea degli abitanti e dei city users. “Se tali luoghi saranno attraenti, vitali e attenti alla conservazione delle risorse naturali, le persone potranno allora raggiungere il gradino più alto della piramide dei bisogni umani” (Maslow 1954), cioè potranno vivere più felicemente, ricevendo stimoli propulsivi allo sviluppo delle loro passioni.

 Tratto dalla tesi di laurea “Verona Lab 2050 – Una visione per la creatività urbana” di Linda Comerlati e Chiara D’Agostin 

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