LANA E GUERRILLA. TUTTO SI TRASFORMA

Ha ricevuto la menzione d’onore Lucky Strike Talented Designer Award 2009 e il Premio Triennale Migliore Tesi di laurea sull’alluminio METRA s.p.a 2011. E’ la tesi di laurea di Martina Simoncini (Facoltà di Architettura – Università Federico II di Napoli) che ha lavorato a un progetto di “Guerrilla Store” nel centro di Napoli. Il tema progettuale, il filo di lana, è legato in maniera intrinseca alla location scelta per l’allestimento del Temporary Store, un ex lanificio della Napoli storica, pensato per il marchio Comme des Garçons.  Tubi colorati che si dispiegano tra gli ambienti come ideali gomitoli di lana srotolati: questo il concept di un’idea progettuale che vuole unire passato e futuro, tradizione industriale e design futuristico, recupero architettonico e nuovi orizzonti commerciali.  Vi presentiamo qui il progetto, nelle parole di Martina Simoncini.

Il concept: il Guerrilla Store

Il progetto nasce per apportare innovazione al settore della moda, eccessivamente standardizzato nei sistemi di distribuzione e vendita. Il Guerrilla Store prevede l’apertura di venti punti vendita che si susseguono nel tempo e restano in attività per un massimo di dodici mesi. Il primo Guerrilla Store ha aperto nel 2004 in una ex libreria di Berlino Est ed era gestito da uno studente di architettura e da un designer di siti internet. I Guerrilla Stores sono dunque spazi temporanei, a basso costo, grezzi, difficilmente distinguibili da occupazioni squatter.

Il luogo: l’ex lanificio Sava di Napoli

Il lanificio Sava attualmente è un colossale monumento (conta 140 condomini) dell’Ordine dei Celestini sotto il quale passava il mitico fiume Sebeto e dove ancora si può vedere, nei sotterranei, un lago attraversabile con un canotto. La soprintendenza ai Beni Architettonici ha attivato nel 2006 un protocollo di intesa con Curia, Regione e Comune per favorire l’acquisizione del demanio con finalità di recupero e valorizzazione.

Obiettivi del progetto

1)      Realizzare un Guerrilla Store

2)      Valorizzare le attività preesistenti nel sito

3)   Creare uno spazio commerciale ma anche di relazione e di cultura che esprima i valori del marchio

Come? Reinventare un luogo, trasformare

Tubolari in acciaio che si srotolano lungo le pareti del lanificio affiancandosi, incrociandosi e sovrapponendosi a diverse altezze e profondità. I tubolari vengono uniti a secco mediante l’inserimento di un’anima in acciaio tra i due pezzi. I ripiani (scaffalature e sedute) vengono ottenuti tendendo tra due tubi tessuti in PVC riciclato, ricavati dai teloni di copertura dei camion che vengono tagliati e ricuciti. I tubolari vengono fissati a parete mediante mensole in acciaio e attaccati con semplici fisher. Le mensole possono essere collocate dove necessario e permettono un’ampia flessibilità nel progetto di allestimento. Gli elementi divisori nei camerini sono costituiti da tende in tessuto PVC dotate di buchi rinforzati in acciaio e appese ai tubi sovrastanti.

Non solo store

La struttura realizzata per questo tipo di allestimento consente una vasta possibilità di utilizzi che vanno dalle esposizioni di fotografie a proiezioni a ciclo continuo, installazioni e sculture. Lo spazio del negozio muta le sue funzioni nell’arco della giornata e vive indipendentemente dall’attività di vendita. La struttura semplice e adattabile dell’allestimento permette di cambiare nel corso della giornata la natura del luogo. Ciò che si mantiene costante è la funzione aggregante, culturale e giovanile dello spazio.

Tratto dalla tesi di laurea “Il Temporary Store come spazio di relazione” di Martina Simoncini (Facoltà di Architettura – Università Federico II di Napoli)

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