ISTANBUL: IDENTITA’ E RIGENERAZIONE URBANA

Istanbul. Una città piena di storia e di cultura, ponte fra Oriente e Occidente. Proprio grazie a questa sua posizione strategica, la città ha da sempre rappresentato il centro della vita economica della Turchia con una ricca e variegata produzione industriale: dalla trasformazione alimentare, alla produzione tessile, ai prodotti farmaceutici. Attività che hanno segnato nel profondo il tessuto urbano  e dalle quali è necessario ripartire per riorganizzare gli spazi della città e costruire una vera e propria rigenerazione urbana.  L’indagine si focalizza su Tarlabasi, quartiere  storico di Istanbul, oggi povero e maltrattato da scelte urbanistiche poco attente. Al centro di una politica di riqualificazione appare fondamentale costruire un nuovo sviluppo partendo dalle origini del quartiere stesso e dalle sue attitudini.

Il distretto commerciale: la filiera del tessile

 

Il tema della riappropriazione della città, dei suoi spazi configurati nel tempo e il recupero dell’identità urbana sono oggi imperativi per le politiche multidimensionali e integrate di Rigenerazione Urbana. Sulla base di questi concetti la ricerca si è avvalsa di un accurato approfondimento sui fenomeni spaziali e organizzativi dei luoghi di relazione nelle città del Mediterraneo e in dettaglio di Istanbul, questo per avviarsi verso progettazioni consapevoli delle identità e dei significati. Tramite un’attenta analisi degli ultimi, sono emersi dati sui sistemi commerciali, di ieri e come questi punteggino e marchino ancora oggi il tessuto urbano (mercato, caravanserragli urbani ), e su quelli odierni, alcuni a conferma e prolungamento di quelli storici, definendo delle spine urbane strutturanti, fattori e dati questi, che si dimostreranno determinanti nella ricerca di varchi risolutivi alle criticità tipiche di una metropoli. In particolare, emerge, una concentrazione industriale del tessile notevole in tutta Istanbul; aggregazione confermata dal dato per cui tutte le attività connesse al tessile contribuivano nel 2003 a circa il 10% del PIL e al 17,5% di tutta la produzione industriale nazionale, ciò colpisce per dimensione e per la sua tendenza alla concentrazione in, essenzialmente, poche aree urbane, tra cui quella a ridosso ed in “opposizione” al quartiere oggetto dell’indagine.
Tarlabasi è appunto il più rappresentativo tra i quartieri “maltrattati” per via di una più intensa marginalità sociale e della sua contrapposizione ad uno dei corsi più imponenti al mondo per lo shopping ma, slegato da esso socialmente, culturalmente e nel suo tessuto per via di “invadenti” interventi infrastrutturali.  Corso Istiklal, è una spina urbana che sfocia oltre il Corno D’Oro per strutturarsi fino al Carsi. Il commercio deve quindi essere lo stimolo programmatico da cui partire per la rigenerazione. Gli obiettivi evidenziati sono tre: riconnessione delle parti per ripristinare l’ unicum, riattivazione del sociale, incentivazione della microeconomia locale. La ricucitura tra le parti deve avvenire mantenendo comunque la vocazione di diversificazione tra esse per non scaturire in una omologazione urbana; questa avviene a due scale quella locale e quella che comprende l’area a est di Istiklal.

Strappo urbano: Tarlabasi divisa in due porzioni

La prima avviene tramite assi urbani catalizzatori e recupero/riqualificazione fisica di stabili e spazi di relazione. La seconda scala ricuce lo strappo urbano, interrando Tarlabasi boulevard (asse stradale di 30 m) per bypassarla e si avvale del tema del bordo per la riappropriazione dei fronti urbani di separazione da parte dei residenti grazie al ripensamento tipologico degli stabili.
La Vision e le politiche per Tarlabasi la vogliono rendere principalmente più accessibile e con una probabile dose attrattiva. Questo perché anche la rigenerazione urbana deve basarsi su sistemi promozionali come occasione di riqualificazione dell’ area; in questo caso si teorizza un sistema aggregativo di promozione: valorizzazione delle risorse insite e già radicate nel luogo (maglia minuta ma puntuale di maestranze settore tessile) per la localizzazione di nuove attività e per divenire collante e traino alla vicina realtà del commercio tessile più nota: Istiklal. A supporto vengono valorizzati e riqualificati gli spazi di confronto/incontro già presenti nelle vicinanze, tramite un’ ulteriore riconnessione a più piccola scala.
Oggi le città vivono criticità e problematiche distanti da quelle che sono le accezioni più “romantiche “ di aree del Mediterraneo ma, solo radicando esse alle loro origini e alle loro attitudini territoriali si potranno programmare scelte strategiche, ecosostenibili e non omologate. La qualità urbana non può essere derivata dai modelli del passato ma il ruolo della storia dei luoghi deve essere interpretato.

di Simona La Neve 
Tratto dalla Tesi di Laurea “Istanbul. Dalle tracce degli itinerari mercantili alla riconnessione di trame perdute” di Simona La Neve. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *