WWF LANCIA LA CAMPAGNA “RiutilizziAMO l’Italia”

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, e a quindici giorni dall’inizio della Conferenza Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile “Rio+20”, il wwf  lancia la campagna “RiutilizziAMO l’Italia” per innescare un movimento culturale e sociale in grado di avviare  il più grande progetto di recupero e riqualificazione del territorio italiano.
I cittadini avranno la possibilità di fare un esercizio di cittadinanza attiva: infatti potranno interagire segnalando on line le aree dismesse o degradate e proponendo come riconvertirle, in una sorta di “riuso ambientale e sociale” che permetterebbe di evitare un ulteriore consumo di suolo (in Italia negli ultimi 50 anni sono stati persi  33 ettari al giorno di territorio naturale),  di perdita di biodiversità, di risorse naturali, di spazi per la collettività e l’economia locale. L’idea progettuale del wwf è supportata da una rete di docenti universitari ed esperti di urbanistica e tematiche relative al consumo del suolo che, insieme agli studenti, accoglieranno le segnalazioni di cittadini e “addetti ai lavori” (architetti, urbanisti, ingegneri, designers, geologi,ecc.) pervenute attraverso il sito wwf.it/riutilizziamolitalia, dove fino al 31 ottobre sarà possibile compilare l’apposita Scheda di segnalazione con tanto di foto dell’area da “reinventare”.
L’obiettivo della campagna è molto alto e importante, come dichiara Adriano Paolella, direttore generale del Wwf Italia “si vuole avviare il più grande processo di recupero del territorio italiano dopo quello che ha interessato nel Dopoguerra i centri storici, si tratta di  azione di grande valenza ambientale, sociale ed economica attraverso la quale creare nuovi posti di lavoro, riqualificare l’ambiente e il paesaggio. Un  percorso partecipato che si rivolge alla comunità, agli individui e ai tecnici a cui il Wwf con ‘Riutilizziamo l’Italia’ chiede di inviare ipotesi, idee e progetti».
L’associazione ambientalista con questa campagna intende anche evidenziare le esperienze virtuose di recupero del territorio già realizzate o in corso di realizzazione. Nove i casi virtuosi di aree riutilizzate in 7 regioni diverse (Lombardia,Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Campania), e restituite ad ambiente e comunità locali.
Secondo le stime del dossier “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare”(2012), curato dal Wwf insieme al Fai, nei prossimi 20 anni il nostro territorio scomparirà al ritmo di 75 ettari al giorno, consegnando all’asfalto e al cemento una superficie complessiva di 600mila ettari ricoperta da aree urbanizzate. Purtroppo quello del consumo del suolo non è solo un problema italiano, ma è una delle cause principali di perdita della biodiversità sul Pianeta: oggi la maggioranza delle terre emerse è interessata da aree agricole e urbanizzate, meno del 20% si trova in uno stato seminaturale e solo ¼ può essere considerato ancora in uno stato di naturalità. Per questo è necessaria la partecipazione delle comunità locali che possano riappropriarsi del proprio territorio, ricostruire lo spazio in cui vivono, con iniziative dal basso per far sì, conclude il wwf  “che le aree dismesse o degradate non siano più un “vuoto a perdere“.

 

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