WORLD URBAN FORUM

Dall’1 al 7 settembre, si è tenuta a Napoli la sesta edizione del WUF, il World Urban Forum. Organizzato da Un-Habitat, il programma delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani, il WUF è stato un momento di incontro, discussione e scambio sui temi dell’urbanistica a livello mondiale. The Urban Future”, il titolo di quest’edizione, pone l’attenzione sulla crescente urbanizzazione del nostro pianeta, sul suo futuro urbano.
Considerando che entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà in città, la domanda più assidua è: “Come poter gestire tutto ciò?”.
It is essential that we nurture and plan our cities carefully for they are the greatest phisical achievements of urban civilizations” Questa è la risposta del Dr Joan Clos, sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo di Un-Habitat. Egli afferma che il futuro dell’umanità è urbano e la direzione verso la quale si deve andare è quella di uno sviluppo sostenibile, per far si che la città possa essere un micro cosmo che generi ricchezza, prosperità, lavoro con una riduzione della povertà e dell’inquinamento, non perdendo mai di vista la sostenibilità ambientale.
Le discussioni del forum si articolano infatti in questa direzione e sono suddivise in sette macro aree tematiche:

  • Urban land, legislation & governance
  • Urban planning & design
  • Urban economy
  • Urban basic services
  • Housing and slum upgrading
  • Risk reduction & rehabilitation
  • Research & capacity development

In quest’ottica alcuni dei dibattiti centrali del forum sono stati: la gestione delle risorse, la mobilità e la vivibilità. Si è parlato molto della rivalutazione delle periferie, della gestione e della crescita dei “suburbs” nelle grandi aree urbane, in particolare in quei Paesi che si trovano ora sulla cresta dell’onda dello sviluppo economico, come l’Asia e il Sud America, e in quei Paesi dove ci si aspetta che ciò accada, come alcuni stati del continente africano. Corposa è stata quindi la partecipazione a livello mondiale, una multiculturalità rispecchiata nelle presenze, nell’animosità e nella curiosità dei confronti scaturiti dai vari tavoli di lavoro, dalle conferenze e dagli incontri. Dibatti ancor più interessanti e costruttivi perché partecipati ad ogni livello, dal mondo della ricerca e dello studio fino alle rappresentanze politiche e accademiche.
Il tutto sullo sfondo di Napoli, città di incredibile bellezza e tradizioni, che purtroppo risente in prima persona dei problemi causatole nel tempo da una incontrollata urbanizzazione. Problemi riscontrabili soprattutto nella sua periferia ed in quelle di altre grandi città. In quei luoghi di “confine” che apriranno la strada alle grandi aree urbane e che saranno terreno di competizione nella creazione e nello sviluppo della città del futuro.

di Daniela D’Avanzo

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