URBANO CREATIVO A MOBILITYTECH

Big town – Donne, Uomini, Imprese e Idee dal mondo. Questo è il nome del convegno che ha visto Urbano Creativo protagonista nel primo dei due giorni di MobilityTech. L’incontro ha permesso, grazie ai numerosi ospiti presenti in sala e in video intervista, di conoscere meglio le più importanti invenzioni ed elaborazioni della scienza e della tecnica che ci porteranno ad un futuro più sostenibile. I vari interventi hanno permesso infatti di fare il punto della situazione italiana in tema di mobilità anche in rapporto al resto d’Europa e non solo. Si è parlato delle scelte economiche prese negli ultimi anni dal nostro Paese che hanno frenato lo sviluppo e la diffusione dei mezzi di mobilità sostenibile. Infatti – come ha sottolineato Antonio Cianciullo, giornalista de La Repubblica – l’assenza di una politica seria e programmata non ha garantito quella sicurezza di cui il mercato ha bisogno.
“Nel sistema delle imprese
– ha aggiunto sempre Cianciullo – non sono accettabili degli impegni finanziari che vengono presi e tolti di continuo senza una seria programmazione. Nessuno investirebbe in condizioni così mutevoli”.
Uno dei problemi maggiori emerso durante il dibattito è stato poi l’assenza, oggi, di un adeguato sistema di rifornimento e di generazione di energia “pulita”. Inoltre come ha sottolineato Marco Gatti, Direttore di Espansione, se “si vuole diminuire il flusso di traffico e l’uso dell’auto privata bisogna essere in grado di dare una valida alternativa”.
Gatti ha poi illustrato una possibile soluzione per diminuire le emissioni di CO2 nelle grandi città. Il Direttore di Espansione ha fatto notare infatti come semplicemente rinnovando le licenze dei taxisti a coloro che abbandonano il proprio mezzo a benzina per  uno elettrico o ibrido o a coloro che lo possiedono già, nel solo arco di 5 anni si potrebbe addirittura dimezzare il livello di emissioni nell’aria dei centri urbani di grandi città come Milano, dove i taxi sono i mezzi principali che percorrono le strade del centro.
Una situazione, quella italiana, che potremmo quindi definire ad un bivio, con numerosi segnali, soprattutto provenienti dall’estero, che ci fanno ben sperare sulle concrete possibilità che già si hanno di intraprendere la strada della sostenibilità.

di Matteo Arnaboldi

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