Uno sciame di robot “mangia-petrolio”

In arrivo un vero e proprio esercito di robot “mangia-petrolio”. Sarebbe questa la soluzione prospettata dagli scienziati del MIT – Massachusetts Institute of Technology per scongiurare in futuro disastri ecologici come quello avvenuto nel Golfo del Messico.
I ricercatori del laboratorio Senseable City di Boston, capitanati da Carlo Ratti, hanno infatti sviluppato un sistema di robot per la pulizia del petrolio, chiamato Seaswarm, in grado di assorbire rapidamente la cosiddetta “marea nera”. Questo particolarissimo “esercito” è formato da robot petrolio-assorbenti di circa sei mesi di lunghezza ciascuno, movimentati a energia solare. Dotati di uno speciale nastro a maglia, che permette loro di muoversi sull’acqua, sono in grado di raccogliere l’acqua contaminata e di separarla dal petrolio, per poi rimetterla in circolo completamente ripulita. I robot comunicato tra di loro via GPS e WiFi per creare un vero e proprio “sciame” e poter così lavorare in modo efficiente senza richiedere alcun intervento umano. Secondo i ricercatori una flotta tra i 5 e i 10mila Seaswarms potrebbe pulire una fuoriuscita delle proporzioni di quella della piattaforma Deepwater Horizon in appena un mese. Il costo di ciascuna unità, se prodotte su larga scala, si potrebbe attestare sui 20 mila dollari, permettendo così di risolvere la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico con un investimento che potrebbe variare dai 100 ai 200 milioni di dollari.Il primo prototipo di Seaswarm è stato mostrato alla Biennale di Venezia lo scorso 28 agosto: a questo link è possibile avere un assaggio del suo funzionamento.

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