UNA VITA SENZA PETROLIO

Si può vivere senza petrolio? Secondo i sostenitori del movimento culturale Transition sì, e anche con grande soddisfazione.
Si tratta di pensare le cose in modo nuovo, imitando la natura, così come insegna la permacultura, disciplina sviluppatasi negli Anni ’70 in Australia e da lì migrata in Gran Bretagna. Dove è diventata modello di riferimento imprescindibile per le Transition Towns, insieme di piccole città che stanno riconvertendo le attività di produzione, di consumo e di servizio verso forme indipendenti dai combustibili fossili, ponendosi come obiettivi l’autoproduzione, l’azzeramento delle emissioni di gas serra, lo sviluppo di un piano di riduzione energetica.
Una scelta di vita virtuosa, dunque, fortemente appoggiata dal governo inglese, che entro il 2016 prevede di ultimare le prime quattro eco-città a consumo zero.
Fondamentale il supporto del Centre for Alternative Technology (Cat) di Machynlleth, in Galles, un centro che si colloca tra i più importanti e grandi al mondo nel campo delle tecnologie alternative, delle fonti rinnovabili, del risparmio energetico e idrico, della bioedilizia, della didattica e della tutela ambientale. Con 65.000 visitatori l’anno e vari settori di intervento, è una realtà concreta di alternativa ecologica, energetica e lavorativa. Notevole, ad esempio, il nuovo Wales Institute for Sustainable Education, il più grande punto di educazione ambientale della Gran Bretagna, costruito interamente con tecnologie eco-efficienti.

Per saperne di più: www.transitiontowns.org.

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