UNA RETE PER FARE ENERGIA

Insieme si può fare di più e meglio. Ne sono convinti i promotori di “Retenergie”, Cooperativa elettrica di produttori e utilizzatori di energia rinnovabile.
A spiegare il progetto alla mostra-convegno internazionale Terra Futura di Firenze Marco Mariano, protagonista di un interessante incontro intitolato “Azionariato popolare per la produzione e il consumo di energie alternative”.
“La nostra Cooperativa nasce in Piemonte nel dicembre del 2008 per iniziativa di un gruppo di persone impegnate nel campo delle autoproduzioni di energia da fonti rinnovabili. Oggi Retenergie vanta più di 150 soci di 11 Regioni, due impianti idroelettrici, due fotovoltaici e sette Nodi locali”.
Il progetto si basa dunque sull’azionariato popolare: un certo numero di soci versano un capitale (da 500 euro fino a 30 mila euro) per costruire un impianto per l’auto-produzione di energia rinnovabile: fotovoltaico, microeolico o mini-idroelettrico. “La Cooperativa realizza l’impianto in questione, ne diventa titolare e, una volta avviata la produzione, vende l’energia prodotta ai soci che la richiedono, in qualunque zona d’Italia e a un prezzo competitivo per il mercato. Dai proventi di Conto energia e Certificati verdi e dai ricavi della vendita dell’energia stessa si genera un utile poi ridistribuito ai soci sotto forma di rivalutazione del capitale e sconto sulle bollette”.
Uno dei concetti-chiave del progetto è la rete: “Non abbiamo bisogno di una centrale da un milione di chilowatt, ma di un milione di cittadini che producano un chilowatt a testa”. Per questo la Cooperativa è strutturata in Nodi locali, attraverso i quali ognuno può proporre dei siti per impianti di vario genere. Costituire un Nodo della Cooperativa Retenergie significa ottimizzare i costi di gestione cercando consulenti, professionisti, soci finanziatori a livello locale, e avere visibilità e operatività su tutto il territorio nazionale.
Conclude Mariano: “La sfida è quella di includere nel circuito di promozione dell’energia anche gli utilizzatori finali, creando cioè un circolo virtuoso che parte dalla produzione di elettricità per arrivare fino al consumo domestico”.

di Alice Paiosa

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