UNA METRO GREEN

Vancouver, come vi avevamo già raccontato, punta a diventare la città più “green” entro il 2020. Non stupisce quindi la notizia, letta su Tekneco, della recente inaugurazione della nuova linea metropolitana concepita secondo i più attuali criteri di sostenibilità e integrazione nel paesaggio.
“La Canada Line – leggiamo dal sito di Tekneco – che in venticinque minuti e diciannove chilometri collega il centro di Vancouver all’aeroporto internazionale Yvr e alla città di Richmond, comprende sedici stazioni (quattro a Richmond, tre a Sea Island e nove a Vancouver) tutte caratterizzate da un concept progettuale particolarmente attento all’ambiente, sia nelle scelte strutturali che in quelle di materiali e servizi, tanto da aver ottenuto la certificazione Leed. (…) La Canada Line si integra nello scenario urbano attraverso un mix di architettura e infrastruttura che le è già valso un Gold Award dal Consiglio canadese per le partnership tra pubblico e privato. L’intervento, lontano da “gesti” architettonici inutilmente invasivi o autoreferenziali e caratterizzato da una profonda attenzione al contesto per un risultato, come lo hanno definito gli architetti, più urbano che architettonico», è frutto di un costruttivo dialogo tra progettisti e committenti”.
“Anche i materiali impiegati – proseguiamo a leggere – sono in linea con la green ethic: cemento, acciaio, vetro, ceramica. Per quest’ultima, in particolare, sono stati scelti prodotti dell’azienda italiana Casalgrande Padana: le pavimentazione e i rivestimenti in grès porcellanato garantiscono un’adeguata resistenza al traffico pedonale e un’ottima risposta alle variazioni della luce. In generale, i rivestimenti hanno previsto un accurato studio dei colori, scelti in tenui tonalità, e hanno favorito un’illuminazione uniforme degli spazi ottimizzando visibilità, comfort visivo, riduzione del riverbero e netta demarcazione del bordo dei marciapiedi”.
“L’intero sistema di illuminazione – infine – che non utilizza più di cinque tipi di lampade, oltre ai Led, e per la maggior parte a fonti fluorescenti lineari, crea un linguaggio di forte impatto grafico che rende omogenee le stazioni, supporta l’orientamento dell’utente e riduce al minimo i costi di manutenzione”.

 

Se volete leggere l’intero articolo lo trovate su www.tekneco.it

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