UN INCUBATORE DI ENERGIA PULITA A BERLINO

Decollare verso il futuro. A due anni dalla sua chiusura, l’aeroporto berlinese di Tempelhof è oggi protagonista di una vasta azione di riqualificazione. L’obiettivo? Trasformare l’enorme struttura, il terzo edificio più grande al mondo dopo il Pentagono e il palazzo del Parlamento di Bucarest, in un vero e proprio laboratorio di energia pulita.
Merito del concorso internazionale di idee lanciato dal Senato della città all’inizio del 2009 e vinto dagli architetti dello studio Chora di Londra, ex equo con Graft e Urban essences di Berlino.
Il progetto londinese, in particolare, è pensato per essere suddiviso in tre fasi che ben rispondono alle esigenze della capitale tedesca: garantire massima accessibilità all’intero sito, situato a soli venti minuti dal centro, sviluppare nuovi quartieri alimentati con energie rinnovabili in grado di rifornire i distretti adiacenti, far convivere al meglio natura e nuove tecnologie.
“Con il nostro progetto vogliamo dimostrare qual è il futuro che si prospetta alle città europee – commenta Raoul Bunschoten di Chora – Un futuro di strutture a basso consumo, di sistemi che producono energia pulita, di network intelligenti”. La proposta londinese prevede infatti di sviluppare una vasta area di 50 ettari che comprenda l’aeroporto e i quartieri a nord di quest’ultimo, per farne un incubatore di energia rinnovabile, un vero e proprio parco tecnologico a supporto dell’obiettivo del governo tedesco di ridurre le sue emissioni di Co2. “La nostra azione di riqualificazione – continua Bunschoten – promette alta qualità di vita ai residenti locali e costruisce un simbolo di speranza e rinnovamento per tutte le città. Non solo: cuore del progetto è la partecipazione degli abitanti e di tutti gli altri stakeholder per negoziare lo sviluppo futuro dell’area”.

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