LA FINE DEL MONDO

Verrà inaugurata il 25 maggio a Infini.to – Planetario e Museo dell’Astronomia e dello Spazio di Torino la mostra “La fine del mondo: consigli per il dopo”.
Massimo Temporelli e Cecilia Botta, curatori della mostra per BasicNet, insieme ad Attilio Ferrari, presidente di Infini.to, presenteranno questo approfondimento culturale, approdato a Infini.to dopo il successo riscontrato nella prima edizione al Museo Regionale di Scienze Naturali e rinnovato in alcune sue parti.
A partire dalle 19.30 sarà aperta la biglietteria, a seguire l’apericena. Successivamente si svolgerà una tavola rotonda per poi l’inaugurazione ufficialmente la mostra alle 22.00.
Il museo sarà aperto al pubblico dal 25 maggio all’8 settembre 2013 (martedì-venerdì ore 9.30-15.30; sabato-domenica 14.30-19.30, chiusa il lunedì).

La fine del mondo: tra scienza e pseudoscienza
Il tema della fine del mondo ha sempre affascinato molti pensatori, anche alcuni tra i più illustri della storia del pensiero occidentale – spiegano gli organizzatori – Perfino il grande fisico Isaac Newton si cimentò nella definizione di una data in cui la Terra e l’uomo avrebbero cessato di esistere. Newton fissò la fine del mondo al 2060. Tale data era stata ottenuta par­tendo dall’anno di incoronazione di Carlo Magno (800 d.c.) e sommando 1260, numero collegato con i 1260 giorni dell’Apocalisse.
Da sempre antiche culture (come i Maya), profeti, pseudoscienze e autori di fantascienza propongono modelli fan­tasiosi su questo evento, indicando date suggestive e disegnando scenari catastrofici.
Attraverso cimeli, filmati e immagini proveremo ad ascoltare la voce della scienza, scoprendo cosa dicono l’astrofisica, la biologia e la geologia. Cercheremo di rispondere ad alcune importanti domande: come è nato e che fine farà l’universo? È possibile prevedere l’impatto con un asteroide? Esistono altri mondi abitabili?
Daremo anche spazio ai Maya, alle religioni, alla fantascienza e a tutte quelle culture che si sono espresse con estrema fantasia su questo evento tanto temuto dagli uomini. Troveremo libri sacri, film d’autore e oggetti-simbolo capaci di evocare ed esorcizzare la fine del mondo”.

L’allestimento, ideato e prodotto da BasicNet in collaborazione con Infini.to e con la partecipazione di Thales Ale­nia Space e del progetto GLEAMviz (di cui la Fondazione ISI è partner), è stato realizzato con il patrocinio della Regione Piemonte. Infini.to è stato realizzato grazie a: Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Comune dei Pino Torinese, Provincia di Torino e Regione Piemonte, Università di Torino e Osservatorio Astrofisico di Pino Torinese.

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