QUANDO I RIFIUTI DIVENTANO ARTE

Più di cento opere d’arte che reinventano oggetti altrimenti destinati alla discarica. Ecco il patrimonio del primo Museo virtuale del Riciclo: www.museodelriciclo.it. Il progetto è di Ecolight, il consorzio italiano per il riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee), che intende così avviare un circuito di sensibilizzazione sull’argomento. “I raee non sono solamente competenza dei produttori, degli importatori e dei consorzi che da queste aziende sono nati – spiega Walter Camarda, presidente di Ecolight – La cura dell’ambiente passa da attenzioni che ciascuno può e deve adottare. Il Museo del Riciclo nasce proprio con questo scopo: essere un contributo in più a sostegno dell’ambiente; essere anche una testimonianza significativa della sensibilizzazione ai temi ambientali”. Da qui la scelta di fare del Museo un portale internet, cioè una vetrina aperta e accessibile a tutti: ai “consumatori” come ai “creatori”.
Cinque le sezioni previste a oggi: arte, design, moda, architettura e musica. Curiosando nel portale si scopre che il “riciclo” trova spazio in moltissime forme e risultati: quadri, soluzioni di arredo, strumenti musicali, maglie da indossare… “Lucetrice” di Camillo Fiore, ad esempio, è una lampada realizzata con schede elettroniche utilizzate per la produzione di lavatrici. L’installazione, scelta come opera del mese, ha vinto nella sezione Design la prima edizione del concorso internazionale “Rifiuti in cerca d’autore” promosso da Salerno in Arte.
“Per quanto sia impossibile presentare un’opera omnia di tutto quanto riguarda questo particolare mondo, l’intento è di offrire quantomeno una finestra per approcciare un universo che è in costante e pieno sviluppo – prosegue Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight – Così il tema del ‘riciclo’ diventa più familiare: non più legato al mondo dei rifiuti, ma collegato a un nuovo modo di vivere. Siamo convinti che il riciclo, in quanto ‘buona pratica’, sia una forma d’arte capace di insegnare a rispettare maggiormente l’ambiente”.

di Alice Paiosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *