PROGETTO SEVESO

Metropolitane allagate, traffico in tilt, danni per cantine, box, negozi. Il 18 settembre l’ennesima esondazione del fiume Seveso ha messo in ginocchio la zona nord di Milano. Se danni e disagi sono stati sotto gli occhi di tutti, più complicato è capire quali sono le cause del problema e quali le strategie possibili per risolverlo una volta per tutte. Per scoprirlo Urbano Creativo ha intervistato Enrico Sciesa della Direzione Generale Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia e la società Metropolitana Milanese. “Le cause principali sono due – ci spiega Sciesa – Le piogge oggi sempre più intense, conseguenza anche dei cambiamenti climatici, e la forte urbanizzazione lungo il Seveso, soprattutto nei 15-20 chilometri in direzione Milano”. Il cemento sta soffocando il bacino fluviale, e ha fatto sì che oggi sia sempre più difficile intervenire: “L’uso intensivo del suolo ha reso i terreni impermeabili, le piogge convogliano direttamente nel fiume e lo fanno straripare. Una volta invece intorno ai bacini fluviali c’erano campi e prati che assorbivano l’acqua”. Una soluzione al problema sembra essere quella di realizzare grandi vasche di laminazione per raccogliere l’acqua durante le forti piogge e scaricarla nel fiume una volta che la situazione si è stabilizzata. “Si tratta però di opere costose, che richiedono spazi incompatibili con l’attuale assetto urbanistico. Senza dimenticare che quando la location scelta è un centro urbano sorge il problema dell’accettazione da parte dei cittadini”. Ne è un esempio il caso di Senago, Comune a nord-ovest di Milano dove un combattivo comitato “No vasche” si sta opponendo proprio alla realizzazione di una vasca di laminazione delle acque del Seveso. Un intervento oggi in fase di progettazione per il quale c’è già un Accordo di programma tra Regione Lombardia e il ministero dell’Ambiente, per un costo stimato di 10 milioni di euro. “La vasca sorgerà nei pressi di una cava al confine con Bollate. L’obiettivo è quello di raddoppiare la portata del fiume da 30 a 60 metri cubi al secondo, risolvendo così gran parte dei problemi di esondazione. Un secondo progetto nell’ambito dell’Accordo di programma per la difesa idraulica della città di Milano consiste nell’adeguamento del canale scolmatore Nord-ovest, da appaltare entro l’inizio del 2011”. Stando così le cose i lavori dovrebbero essere ultimati non prima di 2-3 anni. Cosa possono fare nel frattempo i singoli Comuni? “Si potrebbero realizzare, o far realizzare ai privati, opere di volanizzazione che limitino la portata d’acqua scaricata nel bacino fluviale. Il problema è sempre economico, ma anche politico, dato che spesso le Amministrazioni non vogliono correre il rischio di aumentare gli oneri di urbanizzazione”. Dall’altra parte la qualità dei fiumi potrebbe essere migliorata senza spese eccessive da interventi di fitodepurazione. Un esempio è il progetto-pilota seguito da Urbano Creativo lo scorso anno nel Parco del Lura (Como).
Da parte sua il sindaco di Milano Letizia Moratti ha chiesto a Metropolitana Milanese di presentare entro la fine di ottobre, in anticipo rispetto ai tempi indicati in agosto, uno studio di fattibilità che permetta di risolvere il problema delle esondazioni del Seveso. “Stiamo analizzando delle proposte aggiuntive rispetto al progetto che avevamo già presentato nel 2004 alla Giunta Albertini – ci spiegano da Metropolitana Milanese – Quel progetto, mai realizzato, consisteva in un canale sotterraneo lungo 11 chilometri con funzione di scolmatore delle piene del Seveso. La galleria inoltre sarebbe servita per dirottare il flusso d’acqua verso il Lambro, per drenare la falda difendendo così le metropolitane e altre opere sotterranee, e persino per produrre energia pulita. Altri possibili interventi verranno resi noti solo nel mese di ottobre”.

SEVESO PROJECT
Subways flooded, haywire traffic, damages to basement, garage, shops. On September 18, another flooding of the Seveso river has devastated the area north of Milan.
If damage and disruption were visible to all, is more complicated to understand which are the causes of the problem and which are the possible strategies to solve it once for all.
To find out some answers Urbano Creativo has interviewed Enrico Sciesa from the Directorate General of Land and Urban Planning of the Lombardy Region and the company Metropolitana Milanese.
“There are two main reasons – Sciesa explains – Today the rains are more and more intense, partly as a consequence of climate change, and there’s a strong urbanization along the Seveso, especially in the 15-20 km in the direction of Milan”. The cement is choking the river basin, and as a consequence today it’s increasingly difficult to do something: “The intensive use of land has made soils impermeable, rainfall convey directly to the river and make it overflow. Once instead around the river basins there were fields and meadows which absorbed the water”. A solution to the problem seems to be build large rolling tanks to collect water during heavy rains and discharge it into the river once the situation has stabilized. “But this is an expensive work, for which spaces are incompatible with the current urban structure. Not to mention that in choosing the location in an urban center lies the we find the problem of acceptance by citizens”. An example is the case of Senago, a small city in the north-west of Milan, where a fighting committee called “No vasche” (No tanks) is opposing to the construction of a rolling tank for Seveso. Today the project is at the design stage and there’s already a program agreement between the Lombardy Region and the Ministry of Environment, for an estimated cost of 10 million. “The tank will be built near a quarry on the border with Bollate. The goal is to double the flow of the river from 30 to 60 cubic meters per second, solving most problems of flooding. A second project in the context of the Program for the hydraulic protection of the city of Milan is adjusting the North-west drainage canal, and it will be contracted by the beginning of 2011”.
In those circumstances these works should be completed no earlier than 2-3 years. What can the individual towns do in the meantime? “They could make, or make private citizens do, works for limiting the flow of water discharged into the river basin. The problem is always economic but also political, because the government often doesn’t want to take the risk of increasing the infrastructure taxes”. The quality of the rivers’ water could be improved (without spending too much) by phytoremediation. One example is the pilot-project followed by Urbano Creativo last year in Parco del Lura (Como).
For his part, Mayor of Milan Letizia Moratti has asked to Metropolitana Milanese to submit by the end of October, ahead of the schedule proposed in August, a feasibility study, which solves the problem of flooding of the Seveso. “We’re analyzing some proposals in addition to the project that we had already presented in 2004 to the Administration Albertini – Metropolitana Milanese explains – The project, that was never built, was a 11 km long culvert with the function of spillway for the Seveso’s flood. The gallery would also serve to divert the water flow towards the River Lambro, to drain the water defending the subways and other underground structures, and even to produce clean energy. Other possible measures will be announced in the month of October”.

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