PRESENTATO ECOSISTEMA URBANO

Verbania ha ceduto la testa della classifica a Belluno. Parma si tiene stretta il suo terzo posto, mentre Catania è ancora una volta fanalino di coda. Palermo, Napoli, Roma e Milano, invece, continuano a perdere posizioni.
Non stiamo parlando del campionato di calcio, ma di “Ecosistema Urbano 2010”, presentato come ogni anno da Legambiente e realizzato in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Giunto alla diciassettesima edizione, il rapporto è realizzata attraverso questionari e interviste dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti statistiche, con informazioni su 125 parametri ambientali.
Ma entriamo nello specifico. A Palermo, Napoli, Roma e Milano, secondo i dati di Legambiente, tira davvero una brutta aria. Tutti i grandi centri urbani con più di mezzo milione di abitanti, a eccezione di Torino, hanno visto peggiorare la propria posizione in classifica. A Milano per ben 60 giorni è stato rilevato il superamento delle concentrazioni di ozono (l’anno precedente era successo “solo” 41 volte); a Napoli e Palermo il problema più grande resta quello dei rifiuti, mentre Roma deve fare i conti con il traffico. Tutte condizioni che hanno fatto perdere a queste città parecchi posti in classifica: Milano è 63ª mentre l’anno scorso era 46ª; Roma è passata dalla 62ª posizione alla 75ª; Napoli dall’89ª alla 96ª e Palermo dalla 90ª  alla 101ª. I punti dolenti praticamente per tutte queste città sono la qualità dell’aria, il trasporto pubblico, la raccolta differenziata dei rifiuti o la depurazione.
Ma come viene realizzata la classifica? A ogni città vengono assegnati punteggi per ciascun indicatore, che può avere un peso più o meno importante. E’ la categoria aria, ad esempio, a pesare di più con una percentuale sul punteggio totale pari al 21%.
La vera emergenza nelle nostre città – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l’alibi per l’immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, approntando da subito interventi sostanziosi quasi a costo zero. Dobbiamo guardare all’Europa. Il road pricing a Londra per esempio, con il pedaggio per le automobili in una vasta area del centro, ha ridotto il traffico del 21%, fatto salire del 6% il numero di passeggeri del trasporto pubblico e portato nelle casse comunali un introito di oltre 150 milioni di euro l’anno da reinvestire nella mobilità sostenibile. Barcellona ha puntato sulla rete su ferro e Parigi ha alleggerito il traffico puntando sul Bike sharing, con decine di migliaia di biciclette a disposizione di cittadini e turisti in tutta la città”.
Fortunatamente, in mezzo a tanti dati negativi, almeno uno positivo emerge: in Italia cresce la raccolta differenziata come anche la diffusione delle energie rinnovabili. Le città più virtuose sono Belluno e Verbania, che confermano i trend positivi degli scorsi anni, con una buona qualità dell’aria, una crescita della percentuale di differenziata, un calo complessivo nella produzione dei rifiuti, un aumento del numero dei passeggeri che scelgono il trasporto pubblico e degli spazi verdi a disposizione dei cittadini. Il salto in avanti più consistente lo ha fatto Pordenone, che dalla 37ª posizione dello scorso anno è arrivata nel 2010 a occupare l’ottavo posto in classifica. I miglioramenti che hanno determinato questo risultato si sono verificati nella qualità dell’aria, nei rifiuti (la produzione complessiva è diminuita e la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata è salita al 76,3%) e nelle energie rinnovabili. Sono poi diminuiti i consumi di carburanti e aumentati gli spazi per le bici.
Volete sapere in che posizione è finita la vostra città? Potete consultare la classifica finale di Legambiente QUI.

 

PRESENTED URBAN ECOSYSTEM 2010

Verbania let Belluno have her place in the top ranking. Parma is held close to his third place, while Catania is once again bringing up the rear. Palermo, Naples, Rome and Milan, however, continue to lose positions.
We’re not talking about the football championship, but “Urban Ecosystem 2010,” presented by Legambiente and, like every year, in collaboration with the Research Institute of Environment and Il Sole 24 Ore Italy. Now in its seventeenth edition, the report is carried out through questionnaires and interviews with 103 provincial capitals and on the basis of other statistical sources, with information on 125 environmental parameter.But we get down to specifics. In Palermo, Naples, Rome and Milan, according to data from Legambiente, there is a really bad air. All the major urban centers with more than half a million inhabitants, with the exception of Turin, have worsened their position in the standings. In Milan, for over 60 days was found exceeding the concentrations of ozone (the year before had happened “only” 41 times), in Naples and Palermo, the biggest problem is that of waste, while Rome has to deal with traffic. All conditions caused losses in the standings for several places: Milan is the 63rd and last year was 46th, and Rome has moved from 62th position to 75th, Napoli from 89th to 96th and Palermo from 90th to 101 h. The sore points for all these cities are: air quality, public transport, the collection of waste or sewage.
But how is the ranking done?
In each city are given scores for each indicator, which can weigh more or less important. Air is the category, for example, to weigh more with a percentage of 21% on total score.
“The real emergency in our city – said the national president of Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – is often represented by the lack of foresight, lack of courage and modernity on the part of those who govern. Although it is true that the state invests little in infrastructure for urban public transport, this can not become an alibi for the inaction of the big cities which today could be the focus of change, preparing substantial interventions almost immediately at no cost . We must look to Europe. The road pricing in London for example, with the toll for cars in a vast area of downtown, has reduced traffic by 21%, rise by 6% in the number of passengers of public transport and municipal coffers led to an inflow of over 150 million euros a year to reinvest in sustainable mobility. Barcelona has focused on the rail network and Paris helped easy the traffic by focusing on the Bike sharing, with tens of thousands of bicycles available to citizens and visitors throughout the city. ”
Fortunately, in the middle of such negative data, at least one positive emerge: in Italy there is a growing collection as well as the deployment of renewable energy. The cities are more virtuous and Belluno, Verbania, confirming the positive trend of recent years, with good air quality, an increase in the proportion of differentiated, an overall decrease in the production of waste, an increase in the number of passengers who choose public transport and green spaces available to the public. The most significant leap forward has done Pordenone, that the 37th position last year came in 2010 to occupy the eighth place in the standings. The improvements have led to this result occurred in air quality, solid waste (the total production has decreased and the percentage of waste collected separately has increased to 76.3%) and renewable energy. Then decreased fuel consumption and increased space for bikes.
Do you want to discover in which position is your city? You can see the final standings of Legambiente HERE.

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