PIÙ ORTI IN CITTÀ

Italia Nostra ha rinnovato l’accordo del 2008 con ANCI (Associazione dei comuni di Italia) e Res Tipica e ha sottoscritto un protocollo di regole “etiche” come base di un progetto nazionale rivolto a chi possiede aree verdi e le vuole convertire in spazi adatti alla coltivazione. “Orti Urbani” è il nome dell’iniziativa rivolta sia a privati che a enti pubblici e che mira a definire modalità comuni in tutta Italia  per la gestione di un orto.

L’iniziativa punta più in generale alla riduzione di inquinamento ambientale cercando di sottrarre aree verdi all’abusivismo edilizio. Attraverso la creazione di orti è possibile riqualificare le aree cittadine contrastando il degrado e il consumo del territorio.

L’accordo prevede un impegno a favorire la conoscenza e la diffusione della cultura degli orti su tutto il territorio italiano e lo sviluppo di progetti di qualità, creando un modo per svicolare la burocrazia dei consigli di zona. Infatti, mentre all’estero i progetti di Community Gardening sono degnamente sostenuti e promossi, in nome dell’integrazione sociale e di una migliore salute fisica e psichica dei cittadini, spesso, in Italia, le iniziative di gruppi di cittadini volenterosi sono frenate e ostacolate dalle amministrazioni locali.

A Milano, ad esempio, esistono diverse “zone a rischio” il cui verde potrebbe diventare cemento. All’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini esiste un enorme parco all’interno del quale si coltiva un orto comunitario in cui si intrecciano diverse attività: produzione di aromatiche e orticole con vendita diretta oppure come merce di scambio per il tempo trascorso a cooperare sul campo. Ma è in questa zona che, dopo l’ultimo piano regolatore, si prevede un progetto di edilizia sociale, nonostante l’abbondanza in zona di edifici utilizzabili e, al momento, inutilizzati.

Ancora, l’associazione Isola Pepe Verde si batte in collaborazione con il consiglio di zona per creare uno spazio condiviso da coltivare e mantenere vivo, accanto al cavalcavia, nel quartiere di Isola che, con la chiusura nel 2007 dei Giardini di Via Gonfalonieri, soffre della mancanza di spazi verdi. L’associazione Darsena Pioniera ha un progetto per riqualificare la Darsena milanese, attualmente lasciata al degrado tra spazzatura e rifugio per ladri e spacciatori. La proposta prevede passeggiate, panchine, piste ciclabili e un giardino lungo il corso del naviglio per ripristinare la flora e fauna selvatica ma il progetto è ancora fermo.

Fortunatamente, qualche esempio di happy ending esiste: il Comitato Ponti ha aiutato i cittadini del quartiere San Cristoforo ad organizzarsi per riqualificare il verde circostante e segnalare il degrado e le forme di abuso, chiedendo la cooperazione dell’Amministrazione. Un anno fa sono iniziati i lavori per creare un giardino condiviso nella zona tra via Bussola e via Malaga. Lo spazio oggi si chiama Giardino Nascosto.

Non distante, in via Ponti, l’associazione Effetto Serra è  riuscita a portare avanti il progetto di una serra aperta a tutti, per spingere a coltivare le periferie e favorire il re-inserimento lavorativo delle fasce deboli, sperimentando una nuova socialità urbana. La serra offre uno spazio per coltivare e preparare l’orto, per sperimentare la coltivazione di nuove colture e specie particolari e offrire protezione alle piante d’inverno. Sono inoltre organizzati laboratori didattici di botanica e orticoltura per le scolaresche.

In copertina un primo piano di una pianta di mele © Antonella Montagner.

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