PALAIS, ECONOMIA E BELLEZZA

Nell’immaginario comune l’impresa culturale è un sistema a cui vengono destinate molte risorse economiche che però non crea ricadute in termini di produttività sul territorio.
L’intera Europa è ricca di beni architettonici ed ambientali che oggi sono al centro di un rinnovato interesse. L’idea che si sta diffondendo è che proprio tale patrimonio storico culturale ereditato dal passato possa offrire nuove prospettive di sviluppo per il nostro futuro.
Enti pubblici e soggetti privati responsabili della gestione di questi beni si trovano ad affrontare sempre maggiori criticità a causa dell’abbandono, del degrado ambientale e della difficoltà nel trovare adeguate risorse economiche per la loro manutenzione che non vuole ridursi ad un’esclusiva azione di tutela ma estendersi ad una più coordinata e progettata operazione di valorizzazione degli stessi attraverso l’individuazione di una loro destinazione d’uso finale che possa permettere al patrimonio di alimentarsi autonomamente.

Questo il tema del convegno “Economia e Bellezza – Il patrimonio architettonico è una risorsa per il territorio locale europeo” che si è tenuto venerdì 28 marzo al Teatro Sociale di Como.
L’evento ha voluto dare risalto al progetto europeo Palais, “Patrimonie Architectural Local et Aménagement innovant et Strategique”, realizzato all’interno del Programma Comunitario Interreg III C Area Sud, il cui obiettivo è quello di conservare e valorizzare beni architettonici e paesaggistici storici, in stato di abbandono o con destinazione incerta, strategici per lo sviluppo locale dei territori nelle regioni europee.

Il progetto, di cui Regione Lombardia è capofila, ha previsto il coinvolgimento di più partners quali la Regione Basilicata, la Regione Attica e la Prefettura di Pieria in Grecia e la SPIS Regional Development Agency in Slovacchia. “L’iniziativa poggia le sue basi sul pensiero comune che il patrimonio culturale che caratterizza tutta l’Europa, – dichiara Marilena Baggio, Project Manager Palais – se correttamente gestito, può divenire motore di sviluppo sociale, territoriale ed economico”.
“Perché ciò avvenga, – continua Massimo Buongiorno, analista economico del progetto -, è necessario pensare al sistema cultura come ad un sistema imprenditoriale in cui il monumento soggetto al processo di valorizzazione diventi economicamente produttivo attraverso la formulazione di un’ ipotesi di sua destinazione d’uso per la quale è essenziale ottenere in primo luogo una valutazione delle ricadute economiche di ciò che si desidera realizzare”.
Due sono i risultati raggiunti dal progetto come esempio per quelle realtà che si trovano a dover affrontare simili sfide: un manuale d’uso, comprendente lo studio di fattibilità e il Business Plan, e un software che permette di valutare la sostenibilità della destinazione d’uso.  Numerosi gli interventi di questa mattina che hanno visto intervallarsi durante una tavola rotonda il Presidente della Camera di Commercio di Como Paolo De Sanctis, che ha esposto alcuni esempi di recupero di beni architettonici avvenuti sul territorio, la Professoressa Maria Antonietta Crippa, che ha approfondito l’analisi del concetto di “bellezza”, il Vice Presidente di Confindustria Lombardia Giacomo Castiglioni e l’assessore alla Cultura del Comune di Como Sergio Gaddi.

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