MODELLO DI CICLABILITA’

La gestione della “cosa pubblica” sta assumendo, col passare del tempo, un carattere sempre più aperto e trasparente in cui la partecipazione del comune cittadino non è più relegata ai momenti di presentazione del progetto e all’inaugurazione dell’opera compiuta ma rientra all’interno di un meccanismo decisionale in cui viene valorizzata la sua conoscenza in merito al problema in questione.
La sua partecipazione deve essere però gestita in modo tale che il contributo offerto non risulti vano o controproducente. Ecco perché anche nel caso della ciclabilità urbana il contributo dei ciclisti e la loro esperienza lungo i tragitti quotidiani è sì importante ma deve assolutamente essere gestito in modo trasparente ed efficiente.
Il dibattito tra amministrazioni comunali e associazioni di ciclisti o altri utenti della strada deve essere supportata da strumenti oggettivi accettati da tutte le parti interessate in modo tale da favorirne la corretta dialettica.
A tal proposito è possibile individuare un modello matematico (quindi assolutamente oggettivo) in grado di prevedere il senso di ciclabilità (ovvero il senso di comodità e di sicurezza) percepito dal ciclista nell’affrontare un tratto stradale o un’intersezione di una città. Comodità e senso di sicurezza del ciclista a loro volta dipendono dalle caratteristiche fisiche e funzionali delle infrastrutture, siano esse tratti stradali ( caratterizzate quindi da larghezza delle corsie, presenza di auto parcheggiate, flusso di macchine, ecc…) o intersezioni ( caratterizzate per esempio dalla presenza di controlli semaforici o rotatorie, numero di rami incidenti, ecc…).
Sfruttando questi modelli, è possibile realizzare un software per l’individuazione del percorso scelto dal ciclista per raggiungere la destinazione prefissata, basandosi sulle proprie percezioni di comodità e sicurezza e sulle lunghezze percorse.
Avendo a disposizione questi due elementi ovvero, un indice di ciclabilità per ogni tratto stradale e per ogni intersezione della rete stradale e un software in grado di individuare il percorso scelto dal ciclista, amministrazioni comunali e associazioni degli utenti della strada possono avere disposizione una base solida e precisa su cui intavolare un eventuale discorso volto alla realizzazione di nuove infrastrutture. In questo caso infatti sarebbe possibile prevedere come la modifica su alcune infrastrutture possa influire sulla modifica del percorso scelto dal ciclista (per esempio spostando gran parte dei ciclisti lontani da intersezioni pericolose) oppure come grandi profusioni di denaro pubblico possano risolversi in un nulla di fatto (per esempio piste ciclabili inutilizzabili in quanto irraggiungibili in sicurezza).
Come si è potuto intuire questo strumento non è assolutamente rivolto ad un uso della bicicletta di tipo agonistico o ricreativo, bensì si rivolge ad un utilizzo quotidiano della bicicletta, ad esempio per il raggiungimento del posto di lavoro o di studio ed il ritorno a casa.
Questo modello di ciclabilità è stato sperimentato sulla città di Milano. Qui i ciclisti, per acquisire e gestire nel migliore dei modi le loro esperienze, sono stati coinvolti nella compilazione di un questionario on-line (MOBIBIC) in cui venivano presentati dei filmati riguardanti tratti stradali, intersezioni o interi percorsi affrontati in bicicletta. In seguito veniva chiesto loro di indicare le proprie sensazioni di sicurezza e di comodità percepite attraverso il video.
Sono stati individuati quindi i modelli matematici riportanti i principali attributi di tratti ed intersezioni che influiscono sul senso di ciclabilità; ovviamente ogni attributo influisce con un peso diverso rispetto agli altri sull’incremento o sul decremento dell’indice di ciclabilità.
In seguito questi modelli sono stati implementati all’interno del software per l’individuazione del percorso scelto dal ciclista. Questo software, testato sempre nella città di Milano e in particolare nel quartiere di Lambrate, ha fornito ottime prestazioni dimostrandosi in grado di predire esattamente il percorso scelto dal 72% dei ciclisti intervistati per l’occasione.

di Dario Colombo

Tratto dalla Tesi di Laurea: “Sviluppo di un indice di compatibilità per la mobilità ciclistica”. di Dario Colombo

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