MILANO E TORINO, METROPOLI DEL FUTURO

È stato Spazio FMG, la galleria dedicata all’architettura e al design di Milano, ad ospitare il secondo incontro sul tema “pensare la città di domani”. Entrambi gli appuntamenti sono stati organizzati dallo studio creativo Bellissimo e da @SecoloUrbano, network di urban consultant.

La prima serata si è svolta a Torino il 15 maggio e la seconda a Milano il 23 dando così vita a un gemellaggio tra le due città del nord italia. Perché sono state scelte queste due città come protagoniste? Come ha sottolineato Luca Ballarini, direttore di Bellissimo “il motivo per cui abbiamo deciso di fare questo gemellaggio è che ci siamo resi conto che spesso Torino ha un ruolo di beta-tester”. Milano, nel ripensarsi in previsione del pre e post EXPO, può sicuramente prendere esempio dall’esperienza di Torino, richiamando“l’attività di creare scenari e di immaginare lo sviluppo della città” qui svoltisi e collaborandovi.

La serata infatti non è voluta essere la classica presentazione dei libri, realizzati per l’Associazione Torino Strategica, bensì un’occasione per parlare di come le città si devono ripensare e per immaginare gli scenari futuri di Milano e Torino.

Lo scambio tra le due città si è concretizzato anche nella scelta degli ospiti: così come durante il primo incontro vi sono stati ospiti milanesi a Torino, a Milano sono stati invitati alcuni ospiti torinesi. Tra questi Paolo Verri, direttore Comitato Matera 2019, già direttore di Torino Internazionale, Matteo Robiglio, architetto (TRA) e docente al Politecnico di Torino, Luca Molinari, critico d’architettura e curatore di Viapiranesi, e Ada Lucia De Cesaris, vicesindaco di Milano.

L’evento si è aperto con una breve presentazione dei due libri curati da Bellissimo che, come sottolineato da Ballarini, hanno rappresentato “il  punto di partenza per un dialogo tra le due città”, un lavoro svolto “facendo tesoro di tutta l’esperienza sia come grafici autodidatti che come architetti che come designer che immaginano la comunicazione urbana sul futuro della città”.

Giacomo Biraghi, fondatore di @SecoloUrbano, ha posto agli ospiti una serie di domande e guidato insieme a Ballarini la discussione sui possibili scenari futuri delle due aree urbane dopo il 2015. Si è svolto un vero e proprio “dibattito visionario”, immaginando di trovarsi nel 30 ottobre 2015, alla chiusura dell’EXPO.

Gli ospiti, esperti sia della realtà milanese che torinese, sono stati invitati a commentare uno state of the city dal titolo “2016. EXPO ottimisti”, riflettendo sul secolo urbano, ossia il ruolo primario svolto in quest’epoca dalle città in qualità di “motori dell’economia oltre che luogo privilegiato della ricerca, dell’innovazione, della partecipazione, della convivenza e della cultura”.

Le varie tematiche su cui si è riflettuto, ha svelato Biraghi, fanno parte della traccia di un report in corso di realizzazione, quindi prospettive, dati e trend già oggi verificati a Milano e Torino.

A Torino e alla sua esperienza sono dedicati i due libri in mostra durante l’evento.

Torino. La città delle opportunità” racconta il lavoro svolto tra luglio e dicembre 2012 da una task force, un gruppo di giovani esperti creato appositamente per riconnettersi e ascoltare il territorio e fare pianificazione strategica, ossia svolgere una trasformazione locale sulle reali esigenze della città in un’ottica futura. L’obiettivo del team è offrire “la possibilità per ogni persona di realizzare qui – più che altrove – i propri desideri, lavorativi e di vita”, ripensando la città come un territorio metropolitano che segue i principi della sostenibilità e della smart city, rinnova la sua amministrazione ed è aperta a tutto il mondo.

In “Torino. Fare sistema per superare la crisi” si parla di come tra giugno 2012 e marzo 2013 sono proseguiti i lavori di ascolto e confronto con gli attori locali. Soci, stakeholder e esperti hanno riflettuto assieme sulle condizioni necessarie per dare forma al futuro della città, individuando venti temi per la pianificazione strategica tra cui il valore e l’innovazione dell’economia sociale, la rigenerazione urbana e la qualità urbana diffusa.

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