L’ENERGIA SOLARE ARRIVA DAGLI SPECCHI

L’ultima novità nel campo delle energie rinnovabili? La centrale solare a specchi, che funziona anche quando il sole non c’è.
La prima struttura al mondo di questo tipo si chiama “Archimede” ed è stata inaugurata lo scorso 14 luglio a Priolo Gargallo, Siracusa, da Fulvio Conti, direttore generale Enel, e Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente. La capacità dell’impianto solare centrale è di circa 5 Megawatt di energia elettrica, per un risparmio di ben 2.100 tonnellate di petrolio e 3.250 tonnellate di Co2 emesse nell’atmosfera.
La speciale tecnologia utilizzata dalla centrale, detta solare termodinamico o solare a concentrazione, è stata sviluppata dall’Enea in un lungo lavoro di ricerca svolto in collaborazione con Enel. Il nome “Archimede” rimanda invece allo storico scienziato. Gli enormi specchi parabolici messi in fila per catturare i raggi del sole ricordano infatti gli specchi ustori con cui Archimede avrebbe incendiato le navi romane che assediavano Siracusa durante la guerra punica del 212 a.C.
La centrale siciliana in particolare utilizza 54 specchi parabolici che, collocati in uno spazio di 31mila metri quadrati, sono in grado di concentrare i raggi del sole su particolari tubazioni percorse da un fluido composto da sali fusi. Questi sali viaggiano all’interno del tubo tra gli specchi ustori e aumentano così la loro temperatura di ben 250 gradi. Vengono poi raccolti in appositi serbatoi e utilizzati per alimentare un generatore di vapore. Il vapore ad alta temperatura e pressione muove le turbine della vicina centrale elettrica a gas e produce energia quando serve, risparmiando combustibile fossile.
I sali fluidi utilizzati hanno la caratteristica di essere composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio in grado di accumulare il calore per tempi prolungati. Per questo la centrale è in grado di raccogliere e conservare per molte ore l’energia termica del sole per generare energia elettrica anche di notte o quando il cielo è coperto. In questo modo viene superato il limite tipico di questa fonte rinnovabile: il fatto di poterla usare solo quando la natura la rende disponibile.

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