L’ENERGIA DEL FUTURO SI FA CON GLI SCARTI

Il 17 maggio scorso al Parco Tecnologico Padano si è svolto il convegno Austep. Ordine del giorno: il futuro degli scarti del Biogas.
L’appuntamento di Lodi ha visto la partecipazione di tutti gli stakeholder del settore: da Assoavi al Distretto Agroenergetico Lombardo al Consorzio Italiano Biogas.
Lo smaltimento dei rifiuti delle industrie agroalimentari e agro zootecniche attraverso la sua trasformazione in risorsa che produce energia è un tema che sta assumendo sempre più visibilità e importanza proprio per le sue grandi potenzialità.
Gli aumenti di produttività degli impianti di biogas, infatti, potranno andare in futuro nella direzione di ridurre le quantità di biomasse utilizzate e di incrementare l’impiego di sottoprodotti, grazie al migliore sfruttamento del loro potenziale energetico.
“Oggi
– ha spiegato Alessandro Massone CEO di Austep – abbiamo un potenziale inutilizzato di energia che proviene dagli scarti agroindustriali che complessivamente valgono 1,3 gigawatt. Un potenziale importante che dobbiamo cogliere. Inalca e Unipeg, insieme a noi hanno ad esempio realizzato un impianto per il recupero energetico degli scarti di macellazione tramite digestione anaerobica con tecnologie di nuova generazione”.
“Il lodigiano
– ha aggiunto Viller Biocelli del Consorzio Biogas che ha sede presso il Parco Tecnologico – non da oggi è pioniere in queste tecnologie. Non dimentichiamo che sul nostro territorio si trovano alcuni dei primissimi impianti, e, su questi, i nostri imprenditori agricoli hanno dato un forte contributo anche nello sviluppo e messa a punto”.
Il Gruppo Ricicla, spin-off dell’ Università di Milano, ha stimato infatti che nel Lodigiano si potrebbe produrre il 12% di energia utilizzando solo gli scarti agroalimentari ed ha dimostrato l’elevato valore agronomico del digestato, come fertilizzante di origine naturale, anche derivante dal solo impiego di sottoprodotti e scarti.
Dal convegno però è uscita anche una nota negativa. Attualmente, infatti, uno degli ostacoli maggiori di questo sviluppo energetico è la mancanza di linee guida regionali univoche al riguardo.

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