LAS VEGAS, ECO-CITTÀ D’AMERICA

Quando si pensa a Las Vegas, la mente va ai suoi casinò, agli hotel di lusso, alle migliaia di luci che la illuminano. Eppure, negli ultimi anni la capitale americana dell’eccesso si sta facendo notare per pulizia e sostenibilità ambientale.
Quest’estate la rivista “Forbes” l’ha persino incoronata “città più pulita d’America”. Nella classifica delle aree metropolitane più tossiche (America’s most toxic cities) stilata dal giornale americano, Las Vegas è infatti il fanalino di coda. Non male, considerando che la lista considera davvero molti aspetti: dalle leggi eco-sostenibili agli impianti che rilasciano sostanze tossiche, dalla quantità di queste emissioni nell’aria, nell’acqua e a terra all’incidenza di eventi pericolosi per l’ambiente.
Ma com’è possibile che sprechi ed eccessi si coniughino con la sostenibilità? Las Vegas, nel bel mezzo del deserto del Nevada, conta senza dubbio poche cittadine in grado di alzare il suo livello di inquinamento. Al contrario Atlanta, pecora nera della graduatoria, comprende nella sua area metropolitana città come Sandy Springs e Marietta, sedi di impianti chimici, verniciatori metallici e di fabbriche di cemento.
Bisogna però ammettere che Las Vegas si sta impegnando davvero in direzione di uno sviluppo più “verde”. Negli ultimi due anni, ad esempio, sono stati registrati ben 30 progetti decisi a ottenere la certificazione Leed (Leadership in energy and environmental design). Uno di questi è il nuovo CityCenter della Mgm mirage corporation, un immenso complesso di edifici che verrà inaugurato alla fine dell’anno. I materiali impiegati provengono dal riciclo, i rivestimenti in vetro sono progettati per evitare la dispersione del calore, l’illuminazione e il riscaldamento si basano su un impianto di cogenerazione che rende il complesso autosufficiente. In più, i vari edifici saranno collegati tra loro da un trenino elettrico, mentre chi raggiungerà il CityCenter con auto ecologiche avrà a disposizione un parcheggio preferenziale.

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