IL NUCLEARE IN SEMPLICI PAROLE

E’ forte in questi giorni l’apprensione per quanto sta avvenendo in Giappone.
Dopo essere stata colpita dal terremoto e dallo tsunami, la popolazione sta ora correndo un altro pericolo, quello nucleare. Le esplosioni in alcune centrali e i danni che stanno subendo alcune strutture, hanno avuto un grande impatto sull’opinione pubblica mondiale, e oggi più che mai è aperto il dibattito sui rischi che la produzione di questo tipo di energia comporta. In Italia questo argomento assume ancor più importanza alla luce del prossimo referendum, incentrato proprio sulla reintroduzione del nucleare nel nostro Paese. Cerchiamo allora di capire un po’ meglio cosa sta succedendo in Giappone.
Il principio fisico alla base della generazione del calore in una centrale nucleare è la fissione nucleare, ovvero la scissione del nucleo di atomi pesanti quali uranio e plutonio. Questo avviene nel nocciolo, che è la parte fondamentale del reattore nucleare. Il calore sviluppato dalla reazione di fissione all’interno del reattore viene poi trasferito tramite un fluido refrigerante a un flusso di acqua che genera vapore saturo. Il vapore aziona una turbina che tramite un generatore produce l’energia elettrica.
Il controllo del processo di fissione avviene attraverso delle barre di controllo, le quali si inseriscono nel reattore per regolarne la potenza e, se serve, per spegnerlo.
La fusione, che si teme possa avvenire in alcune centrali colpite dal terremoto, avviene quando la reazione nucleare delle barre di zirconio che contengono il combustibile di uranio non è più controllata. Una fusione completa può rompere la struttura di contenimento, diffondendo così prodotti radioattivi. Per prevenire la fusione il primo passo fondamentale è la riduzione della temperatura in tutti i contenitori del reattore. In Giappone i lavori per risolvere il rischio nucleare sono tutti concentrati in questo senso.
Se le autorità riusciranno a riprendere il totale controllo delle temperature e della pressione dei reattori, la situazione negli impianti migliorerebbe sino a permettere di riportare le condizioni delle centrali alla normalità e a far rientrare il rischio contaminazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *