GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA. DATI SCONCERTANTI

Acqua bene comune. Acqua inquinata. Acqua fonte di vita. Acqua che manca. Acqua calda. Acqua in bottiglia. E’ il 22 marzo e come ogni anno ricorre la “Giornata mondiale dell’acqua”, istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite. Un momento per riflettere sulla risorsa che dà la vita ma, purtroppo, ancora a pochi. E se le previsioni dicono che nel 2025 circa 1,8 miliardi di persone vivranno in zone dal forte stress idrico e non avranno accesso al “bene primario”, dal nostro Paese arrivano altri dati che fanno riflettere: siamo i primi consumatori in Europa di acqua minerale e ricicliamo solo una bottiglia su tre. E se alcune realtà stanno fortemente promuovendo l’acqua pubblica in città, il giro d’affari dell’acqua venduta è pari a 2,25 miliardi di euro. Secondo i recenti dati Istat le famiglie italiane spendono mensilmente 19,50 euro per l’acquisto di acqua in bottiglia, una spesa poco inferiore rispetto a quella destinata al servizio per portare acqua potabile nelle case. Una spesa alta quindi, dovuta in larga misura alla diffidenza verso l’acqua del rubinetto manifestata soprattutto al sud e nelle isole, con un picco del 60,1% in Sicilia.
Intanto, a livello mondiale, secondo i dati diffusi dal Worlwatch Institute, circa 1,2 miliardi di persone vivono in aree dove l’acqua scarseggia e 1,6 miliardi si confronta giornalmente con la difficoltà di approvvigionamento. Una piaga che è destinata a crescere per l’aumento della popolazione e il riscaldamento della terra. E spesso se l’acqua c’è è inutilizzabile perché inquinata, con 2,2 milioni di morti causate da malattie legate alla contaminazione idrica e circa 5 milioni, soprattutto bambini, che ogni anno perde la vita per l’insalubrità dell’acqua.
In un contesto così grave nota positiva e di colore è l’esperienza di Lima, in Perù, dove, per fronteggiare la scarsità di acqua, l’Università di Ingegneria e Tecnologia della città, insieme a un’agenzia pubblicitaria locale, ha creato un sistema divertente per produrre acqua potabile (fino a 100 litri al giorno). Si tratta di un cartellone pubblicitario con generatori che trasformano l’umidità in acqua che poi viene depurata e messa a disposizione di tutti i passanti. Un buon inizio.

di Elena Roda

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